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Le differenziate di Don Chisciotte

Il Lamento della povera vedova

Imposte aggiuntive per ripianare il bilancio. Dichiarazioni di guerra agli imbrattatori. Multe ai non osservanti la raccolta differenziata. Il declassamento dell’Ospedale Regionale.
Signore, vi sarete accorto che sullo scadere del mese di giugno il grande Hidalgo si è esibito in una serie di fuochi pirotecnici. Ho notato, però, che i colpi non esplodono “brillantemente” in aria. Esplodono ad altezza d’uomo.
Cara Signora, sono tutti colpi scuri. Fanno solamente rumore. Non provocano effetti di luce, solo ulteriori danni. Non riescono a colpire l’obiettivo. Non sono mirati ad arte. Ho il serio dubbio che i rumori delle esplosioni siano preventivamente concordati.
Signore mio, scusate, ma non riesco a seguirvi. Potreste essere più chiaro?
Mia cara, dovresti sapere che molti uomini, specialmente quelli che navigano nella politica periferica, ritengono di essere depositari di un alto quoziente intellettivo. Non è così, purtroppo per loro. Un vecchio detto latino li riporta inesorabilmente al livello di appartenenza, “quota zero”. “Cauda de vulpe testatur”. Cioè: la coda rivela la volpe e gli inutili tentativi di mimetizzarsi nel buio delle proprie idee.
Signore, ho capito il senso ironico. Non riesco a sapere, però, a quale argomento possiate riferirvi.
Carissima, sarò breve. Guarda che cosa è successo in occasione della seduta di Consiglio, nella quale non fu approvato il bilancio, perché i conti non quadravano. Don Chisciotte, non parla quasi mai in prima persona. Ha ingaggiato il “cherubino delle Rocche” e gli ha imposto di cantare la favola dell’aumento della tassa rifiuti. Ha pensato, troppo disinvoltamente, che il “cherubino”, parente del famoso divo della canzone rocchigiana, potesse tessere la tela di Penelope del momentaneo aumento della tassa, nell’attesa dell’accredito della rimessa Renziana. Ha tremato forte. Ha temuto di cadere, perché non ha avuto mai tanta fiducia nel Primo Ministro. Però, in tutte le cose c’è sempre il risvolto. “Circumretit enim vis atque iniuria quemque, atque, unde exorta’st, ad eum plerumque revertit”. Sai qual’è il preciso significato della citazione ?
Signore, credo proprio di si. Ho insegnato latino e, se la memoria non mi tradisce, la fedele traduzione dovrebbe essere: “L’uomo violento e tristo cade nella rete che ad altri ha teso, e l’inganno torna addosso all’ingannatore”. Adesso capisco. Ha imposto l’aumento della tassa prima dell’accredito statale, in maniera che una volta approvato non sarebbe mai stato revocato. Però!!!
Mia cara, hai fatto centro. Ma, Don Chisciotte non ha fatto i conti con i cittadini che, avendo capito l’inganno, cominciano a protestare giustamente. Non vogliono pagare la supertassa per un servizio che fa acqua da tutte le parti.
Mio caro Signore, è necessario prendere atto che qualcosa di buono bolle in pentola. Don Chisciotte ha dichiarato guerra agli imbrattatori. Non è giusto che un fabbricato appena restaurato venga imbrattato con disegni e scritte irripetibili.
Signora mia, non ti vorrei amareggiare ulteriormente e non vorrei neppure fare il delatore. Sai benissimo che riesco a controllare tutto, anche il pensiero dei cittadini. Non vorrei far sapere al prossimo alcune valide ipotesi. Tra gli imbrattatori potrebbero militare quei cittadini che non riescono ancora a farsi approvare il progetto di ricostruzione del proprio immobile, le cui pratiche potrebbero essere state oggetto di posposizioni e manipolazioni. Anche tu potresti essere annoverata in quell’elenco.
Signore, me ne guarderei bene. Potrei essere definitivamente cancellata dall’anagrafe, non dagli elenchi elettorali. Comunque, per quel che riguarda la raccolta differenziata ha proprio ragione. Bisogna ricorrere alla maniere forti per educare i cittadini. Bisogna applicare multe a carico degli inadempienti. Eppure, basterebbe un po’ di buona volontà per essere civili ed educati.
Mia cara, vedo che ti lasci benevolmente influenzare dai facili proclami lanciati da Don Chisciotte nell’arena sempre più vuota. Ti sembra giusto quello che ha detto il massimo cittadino? Bene. Allora chiedigli in che modo i cittadini dovrebbero effettuare la separazione dei rifiuti. Forse con quegli appositi sacchetti che gli stessi contribuenti pagano e che non hanno mai ricevuto? Lo sai che in alcune zone i rifiuti producono il “percolato”, perché nessuno li ritira? Eppure si pagano fior di quattrini per il servizio di nettezza urbana. Non ti chiedo di guardare le strade. Rimarresti disgustata per il degrado e la sporcizia di ogni genere depositata lungo i margini.
Mio Signore, però, per il declassamento dell’Ospedale ha ragione. È una vera e propria rapina. Non vi pare?
Signora mia. Ma in quale mondo vivi? Non ascolti i commenti del prossimo? Hai forse dimenticato che “la voce del popolo è la voce di Dio”?
Signore, non so che cosa si possa ancora dire. Se ne dicono tante! Forse ci sono arrivata. Era un discorso poco interessante, invece! Ho sentito dire che il declassamento dell’Ospedale sia strettamente legato alla nomina del manager ASL. Ora mi spiego l’arcano. “Ti facciamo la nomina che ci hai imposto, alla condizione che …. L’Ospedale sia ridotto al rango di un poliambulatorio”. Ecco perché Don Chisciotte non si è tolto la fascia e ha accennato soltanto una larvata protesta. Tanto per far vedere.
Cara la mia vedova, vedo che cominci a muovere il tuo intuito. Ora vorrei darti un consiglio. Vendi al Comune la tua proprietà e acquista con i bei proventi una bella villa a Roma. Ti resteranno ancora diversi spiccioli. Tanto non ti sarà più assicurata l’assistenza sanitaria che hai pagato profumatamente per una intera vita. Poi, cerca di tornare subito alla casa del Padre. Guarda che sono rimasti pochissimi posti. E così sia!