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La MegaBufala del Progetto Marsica

di L. S.

Sono passati due anni, da quella estate bollente del 2014, allorquando la Regione decise di tagliare la Marsica da ogni incentivazione dell’87.3.C, sia a favore dell’insediamento di nuove imprese che a sostegno di investimenti per le poche imprese rimaste sul territorio.

Sono passati due anni, da quando come reazione e protesta a quella decisione della Giunta Regionale, si tenne la solita ed inutile e pomposa “Adunanza dei Sindaci della Marsica” e poi i gruppi di lavoro e poi, giusto per non farsi mancare nulla, l’inutile Giunta regionale tematica.

Un nulla di fatto. Se n’è accorto pure il tale Ceglie, ologrammatico segretario del PD locale, un partito ridotto al retrobottega dei dipangrazios. Anche Ceglie ha avuto un moto di risveglio dal torpore politico del PD (che ancora non si pronuncia sulla gravissima questione del processo al Sindaco) ed ha flebilmente protestato contro la Giunta regionale, pure essa a guida PD. Il PD di Avezzano ha ricordato al PD regionale (ma non possono parlarsi, devono scriversi via giornale?) che gli impegni assunti con il Progetto Marsica sono rimasti lettera morta….

Secondo le promesse della “Premiata Ditta Dipangrazios” (uno Sindaco di Avezzano, l’altro presidente del Consiglio regionale) si dovevano concretizzare da parte della Regione gli investimenti da mettere in onda per “ristorare” la Marsica dello scippo subito dopo la scellerata decisione del governo D’Alfonso di escludere Avezzano e dintorni dagli importanti aiuti di Stato, finalizzati a favorire la crescita di un tessuto industriale locale. Ed infatti da quella data (luglio 2014) non solo nessuna impresa industriale trova più conveniente investire ad Avezzano, ma le crisi aziendali si susseguono ed ora pure la L Foundry è stata venduta ai cinesi.

Perché per questo e solo per questo era nato il “Progetto Marsica”, nel lontano 2014, quando i dipangrazios promisero solennemente un “risarcimento” al popolo marso, fin troppo paziente, considerati i continui insulti ricevuti dalla politica regionale.

Il Progetto Marsica, la solenne promessa di risarcimento in favore dei Marsi, si è ridotto alla clonazione di gruppi di lavoro e produzione di documenti, ottimi ma del tutto inutili. Tra quei progetti, c’era pure la velocizzazione della ferrovia Avezzano-Roma (chi l’ha vista?) e la realizzazione di un parcheggio di scambio gomma/ferro sempre ad Avezzano (chi l’ha visto?).

Parole, parole, parole…. Venti iniziative di sviluppo compongono il “Progetto Marsica” e nessuno di questi progetti condivisi con il territorio ha avuto alcun esito.

La Marsica può dunque attendere, e magari consigliamo a Peppe e Gianni Di Pangrazio di convocare l’”Adunanza dei Sindaci della Marsica”. Si potrà fare un’altra Giunta tematica e costituire un altro gruppo di lavoro, per individuare le priorità delle priorità, o chissà cosa. Una cosa è certa: nessun ristoro è pervenuto per la Marsica dopo la coltellata inferta con l’esclusione dagli aiuti di Stato.

La politica ridotta al vuoto ed esemplificata dalla banalità degli slogan. La riflessione amara è che se Dalfy può permettersi di giocare così cinicamente con i marsi, evidentemente c’è qualcuno che lo permette, più di qualcuno che ha siglato accordi vendendo la Marsica. Certamente, alla fine della fiera della vanità consumatasi con la MegaBufala del Progetto Marsica, Gianni&Peppe hanno ottenuto un risultato: una bella vetrina per esporsi, tante foto, pure la tv ed i comunicati stampa. E la politica ridotta a spettacolo, anzi ad avanspettacolo, anzi a farsa.