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Io, piccola peste: sono la preoccupazione di mamma e papà

“Non si ferma mai un minuto! E’ proprio un combina guai, tocca tutto quanto mettendo sottosopra la casa. Corre e si arrampica dappertutto e quando gli parlo mi sembra di parlare al muro, proprio non mi ascolta. Le maestre si lamentano di continuo per il suo comportamento e quasi ogni giorno torna da scuola con una nota sul quaderno. Non so proprio come comportarmi, ho provato con le buone e con la cattive ma niente. Non ne posso proprio più!”.

Capita di frequente sentire mamma o papà pronunciare queste parole. I familiari e gli insegnanti si preoccupano perché il bambino sembra non ubbidire mai quando gli si chiede di fare qualcosa e si trovano senza voce a forza di urlare di non fare questo o quello. Alcuni genitori sperano che col tempo le cose si sistemino da sole, con la crescita del figlio. Purtroppo invece ciò non accade, anzi spesso si arriva ad un deterioramento della relazione tra genitori e bambino fino ad arrivare a vivere anni di tensione e di stress in famiglia.

Oggi l’espressione “bambino iperattivo” è diventata sempre più di uso comune. Ma quando possiamo dire che un bambino è veramente iperattivo e quando invece si tratta di un bambino solo vivace, disobbediente o semplicemente maleducato? La linea di demarcazione non sempre è ben delineata ed occorre il parere di un esperto per poter identificare quando il comportamento del bambino è veramente problematico.

I bambini diagnosticati come iperattivi presentano un livello di attività diversa da quella dei bambini semplicemente molto vivaci. La differenza principale sta nella capacità di attenzione e concentrazione, infatti la maggior parte dei bambini veramente iperattivi sono affetti da turbe dell’attenzione. Ciò significa che la loro capacità di applicarsi ad un dato compito è minore rispetto a quella della maggior parte dei bambini della stessa età.

La loro limitata capacità di prestare attenzione li porta ad essere particolarmente impulsivi e incontrollati, sono bambini estremamente irrequieti che passano da un’occupazione all’altra e non riescono mai a concentrarsi abbastanza per divertirsi con un gioco o portare a termine un compito, per quanto semplice possa essere. A scuola le maestre si lamentano del fatto che non solo non stanno mai fermi, ma spesso non portano a termine i vari esercizi, dimenticano il materiale necessario e soprattutto appaiono sempre distratti.

Non è questione di “essere cattivi” o di “non avere volontà”: questi bambini trovano veramente molto difficile esercitare un controllo consapevole sul proprio comportamento.

La causa dell’iperattività non va cercata nel modo in cui i genitori hanno educato il figlio, anche se va precisato che alcuni errori educativi possono peggiorare notevolmente la situazione. Tra i fattori aggravanti possiamo citare la mancanza di autocontrollo del genitore (urlare o dare sberle), una scarsa coerenza e un clima familiare caratterizzato da tensioni, stress e mancanza di rispetto tra genitori.

In realtà non esiste una cura per l’iperattività, ma esistono efficaci tecniche comportamentali che possono migliorare notevolmente la situazione del bambino in famiglia e a scuola.

E’ necessario quindi che genitori ed insegnanti si avvalgano di una consulenza psicologica per apprendere i metodi da applicare, tenendo comunque presente che per poter conseguire risultati concreti sono indispensabili costanza e sistematicità nell’uso di tali procedure.

Per quanto riguarda l’intervento sul bambino la terapia comportamentale è sicuramente la più efficace: attraverso tecniche ed esercizi cognitivi, il bambino può apprendere come lavorare sulle proprie emozioni e come mettere in pratica strategie di autocontrollo.

Cosa possono fare i genitori tra le mura domestiche?ecco qualche utile consiglio per gestire la nostra piccola peste:

• Cercate il più possibile di mantenere la calma. Un bambino iperattivo può far sentire impotente e frustrato anche il più disponibile dei genitori, ma di solito arrabbiarsi non fa che peggiorare la situazione.

• Organizzate il più possibile la giornata con routine fisse. Stabilite in anticipo l’orario per i compiti, la TV, il gioco e le varie attività. Il bambino iperattivo ha bisogno di situazioni ben strutturate.

• Adottate due o tre regole ben precise per indicare quello che vi aspettate dal bambino in certe situazioni. Scrivete tali regole e stabilite in anticipo anche le conseguenze cui il bambino andrà incontro per ogni infrazione.

• Date al bambino la possibilità di muoversi liberamente in un spazio sufficiente in diversi momenti della giornata.

• Limitate i rimproveri all’essenziale ed aumentate gli incoraggiamenti per i comportamenti desiderabili. Inoltre evitate di dire al bambino che cosa non deve fare, piuttosto ditegli che cosa desiderate che faccia e spiegategli perché.

• Quando fate qualche richiesta al bambino o gli date alcune istruzioni, siate molto chiari. Non date mai più di una o due istruzioni per volta.

• Limitate l’esposizione del bambino alla TV e ai videogiochi (anche senza eliminarli del tutto).

• Fornite a vostro figlio esperienze positive di socializzazione in un ambiente in cui possa più facilmente essere accettato e interagire con altri bambini divertendosi.

• Come genitori cercate di ricavare alcuni momenti di “tregua”, in modo che quando il bambino è impegnato fuori casa o è affidato a qualcun altro possiate dedicare un po’ di tempo a voi stessi. Ne avete bisogno!

foto Roberta Bernardidi Roberta Bernardi per Psicologiamo.
35 anni, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Roberta ha recentemente dato alla luce Azzurra ed Aurora. Attualmente impegnata in PhD presso l’Università degli Studi di L’Aquila, è specialista in psicopatologia infantile e adolescenziale con annesse problematiche familiari. BLOG: PSICOLOGIAMO