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Presutti: ‘Ignorate le regole sugli appalti pubblici’

“Se non fai il bando e distribuisci tanti piccoli incarichi a svariate ditte e cooperative (sempre sotto la soglia comunitaria) ti fai tanti amici. Le elezioni si avvicinano. La precarietà rende schiavi. Vale anche per i voucher”. Questo commento ha dato inizio a un lungo botta e risposta  su Facebook tra l’ex assessore all’ambiente Crescenzo Presutti e l’assessore attuale Daniela Stati. La gestione del verde pubblico di Avezzano è un tema caldo soprattutto se entrano in gioco procedure con affidamenti diretti. “Ho fatto l’assessore all’ambiente per otto mesi” – dichiara al Capoluogo.it Presutti. “Mi sono occupato di una serie di cose da solo: dalla depurazione delle acque che ancora oggi presenta problemi, della discarica di Santa Lucia che abbiamo chiuso dopo 20 anni. Tutto questo insieme a 4 collaboratori”.Come si giustifica il forte ritardo dell’Amministrazione Di Pangrazio sull’ appalto verde pubblico ormai da tempo scaduto?A ottobre è scaduto il contratto dell’appalto in questione, in corso da ben nove anni. Lo aveva vinto una ditta napoletana che presentava dei problemi. Al dirigente ho inviato sollecitazioni più volte per il bando di gara che non è mai stato portato a termine. Avevo suggerito anche una serie di iniziative come testimoniano varie mail inviate al comune”. Questa è una delle tante ragioni per cui Presutti entra in conflitto con il sindaco Di Pangrazio. “Non ho mai ricevuto risposta sul bando che poi è scaduto lo scorso 20 ottobre e ci siamo arrangiati nei mesi invernali. Poi il 6 gennaio sono stato sostituito dalla Stati che ha messo in atto ciò che era magari un disegno già esistente”.Presutti si riferisce all’affidamento dei piccoli appalti in attesa che si faccia quello vero. “Non era mio compito fare il bando di gara, ma del dirigente che non mi ha mai risposto”.”Le procedure di gara dovrebbero essere trasparenti e fatte nell’interesse di tutti”. Questo non lo dice solo Presutti ma l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac): è un reato frazionare un appalto pubblico unico, come è chiaramente quello del Verde Pubblico, in una pluralità di piccoli appalti che eludono la legge e vengono affidati direttamente senza procedura di gara.

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