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Bando “Verde Pubblico” ad Avezzano, affidamenti sottosoglia

Di L. S.

Suscita un putiferio sui social network ed un caso politico, il documentato servizio realizzato da Terre Marsicane (a firma di Magda Tirabassi) sulla gestione del verde pubblico ad Avezzano. L’assessore al ramo, Daniela Stati, proprio ieri finita in un’altra brutta polemica sul processo a Bertolaso (leggi qui), ha cercato in qualche modo di giustificare il forte ritardo dell’Amministrazione Di Pangrazio in materia di appalto sulla manutenzione verde pubblico, ormai da tempo scaduto. La Stati ha detto che “è in fase di preparazione il bando di gara per l’affidamento della manutenzione del verde pubblico” e che il nuovo codice degli appalti “è entrato in vigore lo scorso 20 aprile in tutta Italia e, come risulta dai dati pubblici, attualmente sono solo 100 le gare fatte nel Paese, a causa delle criticità riscontrate nell’interpretazione delle nuove norme”.

pineta avezzano

Una giustificazione debole, anzi debolissima, che non alleggerisce in alcun modo i comportamenti omissivi della Giunta Di Pangrazio. Ed infatti subito dopo l’articolo di Terre Marsicane, parte la bordata, precisa ed inappuntabile, dell’ex assessore all’Ambiente, Crescenzo Presutti, uno dei 14 assessori defenestrati senza troppi complimenti dal “super-manager” Di Pangrazio in questi quattro anni di criticata gestione della Città.  Presutti va su Facebook e commenta: “Se non fai il bando e distribuisci tanti piccoli incarichi a svariate ditte e cooperative (sempre sotto la soglia comunitaria) ti fai tanti amici. Le elezioni si avvicinano. La precarietà rende schiavi. Vale anche per i voucher”. E poi, dopo che la polemica è montata, un secondo micidiale commento che dimostrerebbe la condotta chiaramente omissiva del Sindaco e dell’assessore, oltre che del dirigente preposto. Infatti, Presutti fa riferimento al fatto che la data di scadenza del contratto sul verde pubblico era ben nota all’Amministrazione, quindi il bando non sarebbe stato rinnovato proprio per procedere al frazionamento in tanti piccoli incarichi, e scrive rivolto alla Stati: “Io ho scritto numerose lettere che conservo sia al dirigente che al sindaco … Avete frazionato il contratto e fatto affidamenti diretti senza indire gare. In ogni caso osservo che il nuovo codice degli appalti che non comprendete è entrato in vigore a fine aprile. Tu sei stata nominata assessore il 6 gennaio. Ecco la differenza tra noi. Io pretendevo il rispetto delle regole. Così le avete violate. Continuate così.”

Parole che sono pietre. Parole che, se confermate da riscontri fattuali, richiamano svariati reati a carico dell’Amministrazione e dello stesso Sindaco: omissione di atti d’ufficio, abuso, violazione del codice degli appalti, danno erariale, etc. La legge è chiara: il Comune sapeva benissimo della scadenza dell’appalto ed avrebbe potuto benissimo rinnovarlo per tempo, senza ricorrere al frazionamento degli incarichi. Un frazionamento “artificioso”, fatto al solo fine, osserva l’ex ass. Presutti, di procedere con affidamenti diretti in luogo delle doverose procedure “concorsuali” maggiormente concorrenziali. E l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) si è più volte espressa dando ragione a Presutti: è un reato frazionare un appalto pubblico unico, come è chiaramente quello del Verde Pubblico, in una pluralità di piccoli appalti che eludono la legge e vengono affidati direttamente senza procedura di gara.

Il codice degli appalti (legge n.163/2006) è chiarissimo, altro che le scuse sulla difficoltà di comprendere le norme accampate dal Comune: “nessun progetto d’opera né alcun progetto di acquisto volto ad ottenere un certo quantitativo di forniture o di servizi può essere frazionato al fine di escluderlo dall’osservanza delle norme che troverebbero applicazione se il frazionamento non vi fosse stato”.

E qua casca l’asino, anzi casca l’esecutivo Di Pangrazio. L’Anac taglia la testa al toro, e nessun equivoco è possibile: “nel caso in cui il servizio sia oggettivamente riferibile allo stesso intervento, come è nel caso del Verde, l’importo presunto della prestazione deve essere calcolato cumulativamente, ossia sommando gli importi di tutti i servizi oggetto di ciascun appalto e devono essere applicate le procedure previste per l’importo totale dei servizi da affidare”.

Dunque, continua l’Anac, ricorrere nel caso del servizio “cura del Verde pubblico”, al tentativo di frazionare gli incarichi scorporandoli in più lotti con conseguente affidamento diretto a trattativa privata sottosoglia potrebbe essere visto come una “elusione delle procedure concorsuali, non solo sotto il profilo delle forme di pubblicità richieste dal valore della prestazione, ma anche in rapporto alle procedure di scelta del contraente contemplate nella disciplina di settore”.

Procura di Avezzano, dove sei? Il caso è ormai pubblico, le parole dell’ex ass.Presutti suonano come una evidente denuncia, ed è obbligo accertare i fatti. I cittadini vogliono sapere se il Sindaco giochi con la legge, vogliono chiarezza ed anzi  la pretendono.

pineta avezzano

Proprio questa mattina, poi, sono arrivate in redazione una serie di immagini scattate nella pineta di Avezzano, che ritraggono un uomo che passeggia proprio in mezzo alla folta vegetazione che regna in alcuni punti.

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