IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Salmonella, nuovo blocco dell’irrigazione

di Monica Pilolli

Col ritorno della bella stagione, si ripresenta l’annoso problema dell’irrigazione dei campi attraverso la captazione delle acque dell’Aterno e dei suoi numerosi affluenti.

Sembrava scampato il pericolo salmonella per questo anno, invece, sebbene con qualche giorno di ritardo, è arrivata venerdì scorso la solita ordinanza del Sindaco di divieto di irrigazione a causa del persistente rischio di infezione da salmonella. Lo ha assicurato la ASL, circa tre mesi fa. Lo ha recepito il Sindaco Massimo Cialente, solo tre giorni fa. Eppure nessuno ne sapeva nulla e le acque dei fiumi sono finite già da tempo ad avvelenare le colture locali e le tavole dei pescatori ignari.

“Allo stato attuale, considerato l’andamento sostanzialmente ripetitivo della presenza di salmonella nei risultati dei prelievi effettuati nel periodo temporale agosto 2015 – febbraio 2016, non si ritiene possano esistere le condizioni per annullare le ordinanze emesse, tranne che per il tratto del fiume Raiale di Paganica, a valle del Ponte Grande, risultato sempre negativo alle analisi” .

Lo comunica la ASL1 in una nota del 23 Marzo 2016 , recepita nell’ ordinanza sindacale di divieto di irrigazione emanata a distanza di tre mesi, in data venerdì 17 giugno, a firma di Massimo Cialente in quanto autorità sanitaria locale.

Il provvedimento di emergenza sanitaria, urgente e con efficacia immediata, sarà valido 120 giorni fino a nuova comunicazione da parte della ASL e prevede la proroga delle disposizioni contenute nelle precedenti ordinanze n. 118/2015 e n.60 /2015.

Non sarà possibile dunque l’uso irriguo a scopo alimentare umano ed animale nelle zone di Paganica, Bazzano, Onna e San Gregorio. Prevista invece la liberalizzazione per uso industriale, con prescrizioni igieniche per i fruitori.

salmonella nell'aterno

Tuttavia, andando a spulciare il regolamento irriguo del Consorzio di Bonifica Abruzzo Interno, sembrerebbe che l’inizio della distribuzione dell’acqua nei comprensori fosse prevista già a partire dal 1 Giugno.

E infatti, passeggiando in questi giorni nelle campagne alla periferia est della città, è stato possibile notare gli agricoltori già intenti ad irrigare le proprie terre.

Alcuni contadini ci hanno espresso soddisfazione per non aver ancora ricevuto quest’anno alcun avviso di interdizione da parte del Consorzio , avviso che nella passata stagione si è accompagnato ad una richiesta di pagamento da parte della società di gestione per i consueti contributi di bonifica, nonostante il contemporaneo divieto per la fruizione del servizio.

Richiesta illegittima secondo alcuni agricoltori, che hanno sollecitato l’ente a un riconteggio della quota da pagare e si sono visti rigettare l’istanza.

“Il canone – si legge nella risposta ottenuta – deve essere versato integralmente ed entro le scadenze stabilite, in quanto il Consorzio , per ottemperare alle richieste previste dall’ordinanza sindacale, avrebbe subito un aggravio nel bilancio economico, intensificando lavori di manutenzione straordinaria e concordando una task force con le forze dell’ordine , oltre ad altri interventi per individuare scarichi abusivi lungo i fiumi e i corsi d’acqua”, causa del propagarsi dell’infezione da salmonella.

salmonella nell'aterno

Questione attenzionata anche alla Prefettura, a firma di numerosi contadini dell’area di Onna e Paganica, che hanno segnalato lo “scarico di liquami di fognature direttamente versati nel fiume Vera ( anziché essere diretti verso i depuratori, che in alcuni casi non esistono proprio ) e di rifiuti anche speciali derivanti da varie attività artigianali, trattenuti in recipienti in attesa di qualche temporale per poterli scaricare”, profittando di una maggiore diluizione dovuta a un aumento di portata e dell’intorbidamento delle acque a causa del maltempo.

“E’ normale che le acque di fogna contengano salmonella e che i prelievi fatti a valle degli scarichi risultino positivi, problema che non sussiste nelle acque pulite sorgive prima che si contaminino con gli scarichi delle fogne – ci dicono gli allevatori -. Animali colpiti da violente coliche intestinali ,che si sono abbeverati nel fiume Vera dopo vari temporali, sono stati i primi segnali di allarme. Prima il Sindaco tollera questi sversamenti e poi autorizza i prelievi, in acque che ovviamente risultano cariche di salmonella”.

salmonella nell'aterno

Nella lettera alla Prefettura, gli scriventi hanno chiesto che si intimasse al Sindaco di bloccare lo scarico delle fogne in superficie e di deviarlo in apposite condotte fognarie, in alcuni casi già esistenti ed inutilizzate, come nel tratto Paganica-Onna e, laddove non si disponesse di depuratori, si è chiesto che non si mescolino le acque di fogna con le acque sorgive destinate all’irrigazione, evitando così di desertificare tutta la zona meridionale dell’aquilano.

In realtà, la questione del mancato funzionamento dei depuratori era stata sollevata dalla stessa ASL, come si legge nella nota del Dott. Giuseppe Matricardi, direttore del SIESP della ASL 1 – acquisita con protocollo n. 25962 del 26 marzo 2015 e citata nella stessa ordinanza sindacale n.60/2015 – con la quale si precisa “che le ricadute sanitarie debbano essere prevalenti su quelle economiche, segnalando che le ordinanze interdittive degli usi irrigui avevano l’esclusiva valenza di tutela della salute pubblica, di fronte alla constatazione che i sistemi di depurazione non producevano efficace depurazione/abbattimento microbiologico, tanto da rilevarsi la presenza di batteri patogeni per l’uomo e gli animali nelle acque superficiali“.

Oltre ai reati ambientali perpetrati da ignoti con sversamenti diretti nelle acque fluviali, la stessa A.S.M. – società incaricata della gestione dei rifiuti – sembrerebbe già nel 2015 non aver, in alcune occasioni, effettuato corretto trattamento di liquame percolato, prodotto dalla movimentazione dei rifiuti durante le operazioni di trasbordo, che sarebbe andato a confluire nelle normali condutture fognarie invece di essere gestito con tutte le cautele previste per legge.

In sostanza, dato che la situazione a valle resta la stessa, cosa è cambiato nella fase di controllo degli sversamenti abusivi e nella verifica del corretto funzionamento dei depuratori?
Quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria e di monitoraggio, come sostenuto dal Consorzio di Bonifica, per cui verrebbero impiegati i soldi pagati senza interruzione dai contadini, a cui non è consentita neanche l’ordinaria irrigazione dei propri campi?

fiume aterno