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Call center salvano bimbo somalo

bimbo somalo

È arrivato stamattina dall’Africa all’aeroporto romano di Fiumicino, a bordo di un aereo-ambulanza, Mohamed Abdisalan Ali, un bambino somalo di un anno e quattro mesi affetto da atresia esofagea, anomalia congenita di separazione tra esofago e trachea per la quale è costretto a nutrirsi esclusivamente mediante sondino nasogastrico.
Il piccolo è stato accolto da due ambulanze della Croce Rossa italiana per essere trasportato all’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, grazie ai soldi raccolti dai colleghi di lavoro di suo zio Abdirahman Isse Jama, un uomo somalo che vive e lavora all’Aquila dove è arrivato circa 30 anni fa, scappando dalla guerra civile.
A bordo dell’aereo – attrezzato per le esigenze del bambino – partito da Nairobi, in Kenya, per arrivare nel nostro Paese via Mogadiscio ed Addis Abbeba, due medici della Croce Rossa keniota e la madre del piccolo, sorella dell’uomo già in Italia con cui si è incontrata oggi per la prima volta perché nata alcuni anni dopo l’arrivo di lui nel nostro Paese.
Venuti a conoscenza delle condizioni del bambino, i colleghi dell’azienda Lavorabile di L’Aquila e Roma, contact center che gestisce diverse commesse tra cui Inps-Inail ed Acea, con a capo dell’iniziativa il business manager Marco Renzetti, si sono immediatamente attivati per raccogliere 7 mila euro, cifra necessaria ad organizzare un volo-ambulanza con tanto di assistenti medici dall’aeroporto di Nairobi, il più vicino a Mogadiscio (1.200 chilometri), ma soprattutto considerato il più sicuro per azioni del genere.
I dipendenti di L’Aquila e Roma hanno raccolto più di 3 mila euro, il resto è stato integrato dall’azienda.
Il “Bambin Gesù” terrà il piccolo e sua mamma per alcuni giorni in una casa-famiglia, per poi procedere con il ricovero nel reparto di Chirurgia endoscopica digestiva, dove verrà curato dall’equipe del dottor Luigi Dall’Oglio.
Nei giorni scorsi, il dottor Alessandro Prunas del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, di concerto con la Croce Rossa Italiana e quella del Kenya, si è impegnato in prima persona per sbloccare l’intoppo burocratico legato al visto di uno dei due medici che avrebbe impedito la partenza.
Il lieto fine di questa storia di grande solidarietà – si legge in un comunicato – è stato possibile grazie agli sforzi di Marco Renzetti, business manager di Lavorabile, Teresa Marinelli, presidente Comitato Cri L’Aquila, Francesca Laschiazza della Croce Rossa Italiana, Croce Rossa keniota, azienda e dipendenti di Lavorabile, Alessandro Prunas del ministero degli Esteri, ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma.
Fondamentali – prosegue il comunicato – gli aiuti a vario titolo dell’ambasciata italiana a Nairobi, del dottor Eugenio Ciacco, dell’ex manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila Giancarlo Silveri e delle persone che si sono prese cura del bimbo e di sua madre a Mogadiscio. 

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