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6 anni fa la marcia degli aquilani

Era il 16 giugno di sei anni fa quando 20 mila aquilani mettevano in atto una marcia di protesta per chiedere certezze sulla ricostruzione della città e per scongiurare un altro terremoto, quello economico. La città non ha dimenticato quel giorno: sono virali sui social le immagini di quel pomeriggio memorabile e irripetibile. Giovani, adulti, anziani, bambini, istituzioni, associazioni, c’erano proprio tutti senza simboli e senza divisioni, solo con i colori nero verde simbolo della città.
Un fiume umano partito dalla Villa Comunale e che ha attraversato la zona rossa, il Corso, la Fontana Luminosa, Viale Gran Sasso, Viale della Croce Rossa, Piazza D’Armi. Un corteo che a mano a mano si faceva più grande. Nei pressi del casello autostradale L’Aquila Ovest, la marcia degli aquilani con sindaco, amministratori pubblici sia di destra che di sinistra e di ogni ordine e grado in testa occupano l’autostrada. “Blocchiamo tutto, blocchiamo tutto”– l’invito immediatamente raccolto.
C’erano 16mila disoccupati, milioni di metri cubi di macerie ancora da rimuovere, una città ancora da ricostruire, persone che aspettavano una sistemazione per vivere. Si protestava contro l’imminente pagamento delle tasse, sospese per un anno.  La manifestazione del 16 giugno del 2010 ha un seguito: il  7 luglio dello stesso anno gli aquilani manifestano a Roma. Lanciano lo slogan S.O.S. (Sospensione delle tasse – Occupazione – Sostegno all’economia). E arrivarono le manganellate. (fm)
Di seguito il racconto musicale a cura di Animammersa. Le musiche sono state composte da Carlo Pelliccione e arrangiate sul testo La conta D’aquila di Buccio di Ranallo.