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Colpi bassi, la maggioranza fa crac

Metti il piano di riorganizzazione della rete sanitaria, non condiviso dalla maggioranza e portato ieri a conoscenza della stampa da un assessore, Silvio Paolucci, che ci mette sempre la faccia: anche su questioni in cui le bordate sono dietro l’angolo, dirette a lui ma soprattutto al presidente D’Alfonso.

Metti i mal di pancia nella maggioranza e nella Giunta: dal tentato colpo di mano di Di Matteo durante l’ultimo consiglio regionale – con una delibera, sventata dal team D’Alessandro-Pietrucci, che distribuiva fondi qua e là ai comuni senza starci troppo a pensare – a Mariani e Di Nicola che vengono zittiti mentre provano a far presente che le tv locali potrebbero morire. Ma erano le 20:40 e il debutto dell’Italia agli Europei di Francia era imminente e non c’era, evidentemente, tempo per parlarne.

Metti le aree interne contrapposte alla costa: dai servizi alle infrastrutture ai progetti regionali la sensazione che la forbice si allarghi sempre più è forte. Oggi l’Assessore Paolucci lo ha ufficializzato: sarà realtà il maxi ospedale di secondo livello nell’area di Pescara-Chieti. E per l’area di L’Aquila – Teramo? Si dovranno attendere gli studi di fattibilità: e meno male che si è iniziato a parlare, seppure in termini ipotetici, di un secondo presidio sanitario di secondo livello, visto che il primo progetto regionale non considerava minimamente l’ipotesi e pertanto sarebbe potuto essere facilmente bocciato dal Ministero.

Certo, un conto è pensare a una collaborazione fattiva ed efficace tra capoluoghi distanti scarsi 15 km, un conto farlo con il Gran Sasso di mezzo e con la popolazione più anziana d’Abruzzo, che sulle casse sanitarie regionali pesa eccome.
Logico, dunque, che ad alzare la voce contro questo piano siano il consigliere Di Nicola, avvocato di Pescina, e l’assessore sulmonese Gerosolimo, già sul chi va là ai tempi della questione punti nascita che creò non pochi grattacapi alla maggioranza in Regione.

“Non è assolutamente ipotizzabile che si concepisca una sanità di livello elevato per alcuni territori della Regione e, invece, si pretenda di propinare servizi sanitari di livello inferiore in altri ambiti del territorio regionale, così come non è accettabile che alcune aree possano essere condannate alla totale marginalizzazione.” dicono i due, ai quali si unisce l’altro esponente di Abruzzo Civico, il vastese Olivieri. Accomunati dai punti nascita e ora in lotta contro le manovre calate dall’alto dal signor Presidente.

Metti, infine, i ballottaggi. Già: perché ad alzare la voce contro questo piano sanitario presentato senza la dovuta condivisione con la maggioranza c’è lui, l’assessore Andrea Gerosolimo, sempre più sulla cresta dell’onda.
Forte della vittoria facile, a Prezza, della moglie contro l’avversario sostenuto in campagna elettorale dalla senatrice Pd Pezzopane.
Forte, soprattutto, dei quasi 20 punti percentuali che separano a Sulmona la sua candidata, Anna Maria Casini, dall’avversario Bruno Di Masci: il quale invece di risollevare le sorti del centrosinistra dopo la debacle di Ranalli, si è apparentato con Forza Italia ai ballottaggi di domenica, sperando nel ribaltone.
Casini parla già come se fosse il nuovo sindaco ( “Sulmona tornerà capitale del Centro Abruzzo”), Di Masci perde le staffe negli ultimi comizi e Gerosolimo parla di 19 giugno come appuntamento con la storia.

Ce n’è abbastanza per dire che la maggioranza in Regione non è per niente salda, e non lo è mai stata. Soprattutto con un assessore sulla rampa di lancio, pronto a decollare e a non farsi mettere i bastoni fra le ruote da nessuno.