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Via Roma a doppio senso: ma i problemi restano

di Pierluigi Palladini

Cercare di recuperare in pochi mesi quattro anni abbondanti di non-governo, personalismo e caos, con qualche rattoppo e decisioni dell’ultim’ora oltre a non essere un buon segnale, soprattutto significa prendere ulteriori decisioni sbagliate se non addirittura nocive per la città e per chi ci abita.

E’ il caso dell’ultima iniziativa del Sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio e dei suoi due assessori Stati e Verdecchia relativamente al ritorno di via Roma a doppio senso di marcia per il traffico veicolare. Un provvedimento nato innanzitutto per smantellare definitivamente l’opera “florisiana” dell’Anello a Senso Unico, e poi per cercare di recuperare consensi all’ultimo momento fra i commercianti. Quelli rimasti ancora oggi in attività ad Avezzano, per lo meno.

Una decisione che, però, nasconde, oltre all’ormai conclamata debolezza di questa Amministrazione Comunale, molte gravissime pecche.

La prima è proprio strategica. Con buona pace di quanto sostenuto da Di Pangrazio e da molti commercianti, il ritorno dei doppi sensi non ha corrisposto ad un rilancio del commercio e questo è testimoniato dalle tante, troppe serrande chiuse e locali ormai mestamente vuoti da oltre un biennio. Un’altra è proprio di carattere urbanistico. L’Anello a Senso Unico di Floris nacque dalla necessità di decongestionare il traffico in una zona dove erano all’ordine del giorno ingorghi e file chilometriche. Uno dei punti più intasati, chi ha almeno una quarantina d’anni lo ricorda vivamente, era proprio l’incrocio di via Roma e Via Monte Velino, ma sopratutto Via Roma dove si producevano file chilometriche a causa del doppio senso concomitante con la presenza del passaggio a livello della linea ferroviaria per la Valle Roveto ed i semafori di via Roma stessa e piazza Castello.

Ora, ripristinando sic et simpliciter il doppio senso di circolazione su via Roma, senza provvedere ad eliminare il passaggio a livello e mantenendo inalterato il sistema di semafori fra Piazza Torlonia e Piazza Castello, il risultato non sarà altro che ripristinare l’intasamento e le chilometriche fine di una decina di anni or sono. Quindi un mero ritorno al passato che sera stato giudicato dannoso per commercianti, residenti e sistema città complessivamente tanto da indurre il cambiamento che ora si sta finendo di smantellare.

Ma non solo. I cittadini di Avezzano hanno pagato salato e amaro il conto dell’Anello, ora Di Pangrazio & C. stanno procedendo allo smantellamento dell’anello con ulteriore spesa di denaro pubblico. Insomma, nessuna idea originale ma un alternarsi di cancellazioni e modifiche senza arrivare ad un punto. E questa è l’ultima annotazione.

La decisione di via Roma è emblematica e riassuntiva della disastrosa Amministrazione Di Pangrazio. Nessuna visione della città, nessuna idea originale e quelle poche ben confuse e rimaste gelosamente custodite in qualche cassetto del Comune di Avezzano. Dopo tanto nulla preceduto da tonnellate di chiacchiere senza costrutto, pensare di risollevare le proprie sorti, peraltro appese anche ad una sentenza della magistratura, con quattro passate di catrame sulle buche, il taglio di qualche erbaccia, peraltro limitata come vedremo nei prossimi giorni, e adottare una decisione come quella di via Roma che trabocca populismo e disperazione da tutti i pori, altro non è se non la dimostrazione di una scarsa attitudine all’amministrazione politica della città e una propensione alla visione personalistica della cosa pubblica. Ma ormai per Di Pangrazio, Stati, Verdecchia & C. la tortura sta per finire. Si tratta solo di saper aspettare.

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