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Caserma Rossi, centro migranti

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La scorsa notte alle 3 sono arrivati 40 migranti. Si aggiungono ai 35 giunti in città pochi giorni fa e ospiti nella Caserma Rossi. L’appuntamento con la celere, che li scorta per motivi di ordine pubblico e sicurezza, è al casello dell’Aquila. Impegnati nell’operazione notturna le forze dell’ordine che hanno alloggiato all’Hotel Canadian, come confermato dal titolare della struttura. La Prefettura del capoluogo ha predisposto un bando che prevede l’arrivo di 500 persone in tutta la provincia aquilana. Questo è il tetto massimo concordato nella riunione che si è tenuta dalla Commissione consiliare speciale sul fenomeno immigratorio e lavoro sommerso. (Migranti, L’Aquila si prepara all’accoglienza).                                                                                                                                                                                                       Sulla costa, dove già diversi alberghi ospitano i migranti, ci si interroga sulla stagione turistica che potrebbe essere a rischio. Le strutture in questione, infatti, per motivi di sicurezza non possono ospitare turisti. Come l’Hotel Holiday di Pescara che per 11 mesi sarà solo un ‘centro di accoglienza’. Alcune attività sono state riconvertite in cambio di un ritorno economico certo.         Nella regione in totale quasi 2000 i migranti che arriveranno, circa 500 a provincia. L’esodo non si arresta né per chi mette le proprie speranze su gommoni e barconi, né per chi si prepara all’accoglienza. Intanto le città si spaccano tra solidarietà e paure. Sono tanti i messaggi dei lettori in redazione che chiedono informazioni su questa emergenza fatta di arrivi imminenti: “Dove andranno?”, “Cosa faranno?”

IL NO DEI RESIDENTI: A L’Aquila e nei comuni limitrofi il dibattito si era acceso dopo la notizia dell’arrivo di decine di profughi. A partire col caso di Ripa di Fagnano che dopo l’esclusiva di questo giornale era arrivato alle cronache nazionali come un caso di integrazione al contrario: i migranti erano pari al numero dei residenti. O ancora il caso della petizione popolare da parte dei residenti di  Fossa per evitaregli arrivi in un paese che non ha le strutture adatte per l’accoglienza. Così come a Pizzoli dove molti cittadini si sono opposti al progetto che prevede 106 persone da ospitare. Era arrivata anche la proposta per governare il sistema di accoglienza da parte del partito democratico aquilano: mettere in moto un processo di cui sarà capofila il Comune dell’Aquila che attraverso il coordinamento della Regione darà la possibilità e l’incentivazione ai Comuni  per attivare centri di accoglienza aderenti alle rete SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

L’AQUILA, CHIUSE 4 STRUTTURE: Intanto nella provincia aquilana i controlli dei carabinieri dei Nas nelle strutture per migranti hanno portato alla chiusura di alcune strutture. A Castel di Sangro c’era un  notevole sovraffollamento, rispetto alla capacità prevista. Sono stati trovati letti sia in cucina sotto al lavandino che in soggiorno e nel sottotetto. Fino ad oggi, in Abruzzo, sono state controllate 11 strutture del genere e, di queste, sette sono state chiuse, quattro si trovano nell’aquilano. Una ventina di giorni fa un provvedimento di chiusura e’ scattato a Roccacinquemiglia, sempre a Castel di Sangro, dopo un’ispezione dello stesso tipo.

L’INIZIO DELL’ESODO: Probabilmente è solo l’inizio dell’esodo di questa stagione estiva. Le stime ipotizzate grazie alle informazioni d’intelligence raccolte in Libia, da dove provengono la maggiorparte dei profughi, dicono che a fine anno saranno oltre duecentomila i migranti sbarcati in Italia. Intanto ci lasciamo alle spalle le settimane più difficili di sempre: tra naufragi, morti e dispersi. La situazione attuale è terribile anche per tutto ciò che adesso non si può più fare. Di fronte ai morti degli ultimi anni e di fronte anche a chi ce la fa, ma rischia la vita per una migliore, sono possibili solo due risposte: l’illusione di blindare le frontiere e il buonismo ideologico dell’accoglienza senza freni.

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