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Ex Sercom: ‘no’ a cambio di destinazione d’uso

L’edificio a quadri bianchi  e rossi a Pagliare di Sassa esiste da quindici anni. E da quindici anni resta abbandonato. Il capannone ex- Sercom  che è costato 25 milioni di euro avrebbe dovuto ospitare un mega-centro commerciale: 25 mila metri quadrati su un’area complessiva di 140 mila metri. Negli anni il futuro dell’ex Sercom è stato al centro di dibattiti. L’ultima notizia è l’insediamento di una fabbrica di biscotti, non si sa di più. Con la delibera di qualche settimana fa il consiglio comunale ha deciso di procedere alla valorizzazione del complesso immobiliare con l’esclusione dell’insediamento di industrie malsane, nocive o comunque configgenti con la residenzialità delle aree circostanti, includendo anche eventuali laboratori, depositi e strutture direzionali. C’è anche il bando, per verificare l’interesse da parte di eventuali imprenditori, che potranno avanzare la propria offerta. Ma il Consiglio Territoriale di Sassa è contrario al cambio di destinazione d’uso a sito industriale di parte dell’area dell’ex-Sercom. Nel corso della discussione sono emerse le perplessità della cittadinanza, che un’area sprovvista di servizi per Nucleo Industriale, di tipo residenziale e con viabilità critica come quella di Sassa, non può accogliere un industria senza far pesare sulla residenzialità e sull’ambiente, rammentando anche come questa area sia vicina a vincoli paesaggistici. Non esiste nella legislazione di riferimento della proposta,la L.R. 49/2012 “Piano Casa”, una esemplificazione di compatibilità industriale con la residenzialità e ci si domanda anche come mai un area che ha una vocazione di residenzialità, ruralità e buona qualità di vita nelle sue premesse, non venga ridefinita all’interno del NPRG . Ad oggi non si conosce il nome certo di nessuna azienda interessata, quindi per questo e per la non esplicazione della compatibilità di un industria con la residenza, il cambio di destinazione d’uso apre potenzialmente a tutti gli scenari possibili a livello industriale. La proposta inoltre non fa luce su eventuali interventi che il Comune o chi per lui, voglia fare sul territorio per rendere l’area sostenibile ad un tale insediamento e risulta essere priva di una strategia generale complessiva e ponderata e schiava dell’iniziativa privata. Infine Il CTP dopo aver votato sfavorevolmente il cambio d’uso, ha rinnovato, in maniera scritta l’invito al Sindaco e parte della giunta di presentarsi ad un’assemblea pubblica per discutere il futuro della ex-Sercom e del Progetto C.A.S.E. adiacente.

(fm)