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Detenuti e Ciapi, le battaglie restano fuori dall’Emiciclo

L’elezione del Garante dei Detenuti della Regione Abruzzo da un lato, una soluzione a breve e concreta per i lavoratori del Ciapi, senza stipendio da oltre tre anni, dall’altro: è giornata di battaglie fuori dall’Emiciclo, mentre i lavori del consiglio slittano al pomeriggio per il protrarsi delle Commissioni.

Sono in tanti, fuori dal palazzo della Regione in ricostruzione, i manifestanti.

A difesa dei diritti umani e dei carcerati ci sono Rifondazione Comunista, Amnistia, giustizia e libertà Abruzzi, 3e32/Casematte l’Aquila, la Camera Penale dell’Aquila, solo per fare alcuni nomi della lunga lista dei partecipanti: una vergogna tutta abruzzese, dicono in coro, visto che sono cinque anni che è attesa questa nomina che, puntualmente, viene rinviata.

Prima Chiodi, poi D’Alfonso non hanno dato cenno di poter arrivare ad una soluzione condivisa con il resto del Consiglio: la situazione si è fatta sempre più incandescente negli ultimi mesi, visto che il mancato accordo politico tra maggioranza e opposizione su altri fronti – vedi alla voce ‘altre nomine’, come accadde per il Difensore Civico (Difensore Civico sì, Garante dei Detenuti no) impedisce il raggiungimento dei voti necessari all’elezione di Rita Bernardini. I Cinque Stelle sono contrari alla nomina dell’esponente radicale poiché condannata in passato. La stessa Radicale, con una lunga esperienza alle spalle di battaglie per la difesa dei diritti umani, nei mesi passati ha preso iniziative per lei non nuove, come quella di andare a visitare i detenuti in carcere: ma di fatto l’assenza, gravissima, di questa figura in regione si protrae da cinque anni e da più di uno è all’ordine del giorno del Consiglio.

garante detenuti

L’invito, da parte di chi chiede subito l’elezione di questa figura, è quello di ritrovarsi oltre gli schieramenti: “Questi ulteriori 5 anni di ritardo nell’attuazione danneggiano non solo le persone sottoposte a misure restrittive, ma l’intero sistema carcerario, gli operatori, il personale e le istituzioni stesse che mancano di un fondamentale strumento di stimolo e conoscenza. Si sperava che una personalità al di fuori dalle beghe e dalle spartizioni della politica regionale aiutasse a sbloccare la situazione.” dicono dal presidio, ricordando la figura di Marco Pannella e l’invito che lo stesso fece a sbrigarsi nella nomina.

Sull’altro piano, i lavoratori del Ciapi di Chieti, più volte definitisi in passato come i figliastri della Regione, paragonati invece ai “figli” – salvati sul finire dell’anno scorso dalla Regione – dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

Sono senza stipendio da oltre tre anni e ormai per loro la misura è colma: i dipendenti del centro di formazione professionale della Regione chiedono di incontrare i vertici dell’Amministrazione regionale, manifestando fuori dall’Emiciclo. La vicenda è complessa e dura da tempo: ma pareva che con l’approvazione di ben due risoluzioni si fossero sbloccati i fondi per questo centro. In particolare, con l’ultima risoluzione del 24 maggio, si impegnava il presidente D’Alfonso, entro e non oltre il primo Consiglio regionale di giugno, a portare all’approvazione lo stanziamento iniziale dei 700 mila euro come concordato, promesso e deliberato per il Ciapi.

Ma è ancora tutto fermo: “Gli interventi sul Ciapi non sono neanche all’ordine del giorno” dicono i manifestanti. 30 dipendenti, con le loro famiglie, che si sentono “ormai sbeffeggiati e umiliati senza il minimo rispetto”.

Alla fine un passo avanti è stato fatto: lo riferisce il consigliere Febbo, ad inizio Consiglio. “Durante l’incontro dei capigruppo – spiega Febbo –, dove sconcerta l’assenza del Presidente D’Alfonso richiesto dal sottoscritto e dai pentastellati,  l’assessore Paolucci ha formalmente chiarito la disponibilità della Regione Abruzzo di chiudere la crisi del Ciapi entro e non oltre il mese di Giugno e di portare all’approvazione, con tutti i relativi atti dovuti, lo stanziamento iniziale dei 700 mila euro. Inoltre è emerso come sia necessario un piano di salvaguardia finalizzato alla tutela delle professionalità maturate. Pertanto continuerò a vigilare il percorso sia amministrativo sia tempistico del relativo finanziamento al Ciapi”.

Intanto, mentre si attendeva l’inizio dei lavori nell’aula consiliare, una cosa la si poteva notare: tutto attorno è un brulicare di operai, movimenti di gru e rumori. La ricostruzione, all’Emiciclo, va avanti senza sosta.

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