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Sfratto signora Clotilde, le precisazioni di Banca del Fucino

Qualche giorno fa sulle pagine de Il Capoluogo vi avevamo raccontato, accogliendo le dichiarazioni della senatrice Enza Blundo (Movimento 5 Stelle), la storia della signora Clotilde (Bloccato lo sfratto della 91enne Clotilde), 91enne ed invalida civile al cento per cento: una diatriba legale con Banca del Fucino protrattasi per anni ha portato allo sfratto esecutivo della donna dalla sua abitazione del Torrione, sfratto sventato proprio dalla Blundo.

Banca del Fucino intende però precisare sul caso quanto segue:

In relazione a quando pubblicato sul vostro sito sul conto di Banca del Fucino a seguito di un’esecuzione immobiliare che ha coinvolto anche la Sig.ra “Clotilde” (occupante l’abitazione oggetto di esproprio), si precisa che la situazione descritta trae origine da un’azione giudiziaria promossa dalla Banca stessa nel 1996 per un recupero di circa 20 milioni di lire nei confronti del debitore principale.

In quel periodo era stato richiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo dal Tribunale de L’Aquila ed era stata iscritta l’ipoteca giudiziale sulla quota dell’immobile in questione.

Tutte le azioni e gli eventi successivi – i tempi lunghi tipici di un’esecuzione immobiliare, il giudizio di divisione conseguente, il decesso intervenuto di uno dei comproprietari e la pausa giudiziaria a causa del noto sisma del 2009 – hanno portato alla situazione attuale.

Banca del Fucino tiene a precisare che in questi anni non è stato possibile accogliere alcune proposte a saldo e stralcio avanzate dalla debitrice e/o comproprietari, in quanto inadeguate rispetto al complessivo credito vantato dall’Istituto, ma è sempre stata manifestata alla controparte la disponibilità a valutare proposte migliorative.