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Politiche di genere: dalla Regione solo fumo negli occhi

Letizia Marinelli, consigliera di parità regionale, interviene sulla proposta di Legge regionale sulle politiche di genere e non risparmia sagaci sottolineature.

 

“Il Consigliere Paolini avrebbe potuto contattarmi e così avrei avuto modo di dirgli che intanto l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, ove tra l’altro sono accreditata come esperto, si chiama EIGE e non IEUG e che questo sia sfuggito alla Commissione Regionale di parità, unico organismo contattato per il parere non mi sorprende. Ma,continua la Marinelli, finalmente la Commissione pari opportunità regionale dopo circa 4 anni e malgrado sia già scaduta, comprende che emettere pareri in tema di parità è di gran lunga più importante che fare convegni, considerando che è il solo secondo parere mi congratulo fortemente.

“Al di là degli errori è sicuramente positivo che si parli di bilancio di genere – art 7 della proposta di legge- visto che altre regioni lo hanno già inserito da tempo. Interessante l’articolo 8 sulle statistiche di genere che verranno prodotte dagli uffici regionali. Interessante -motiva la Marinelli -perché ogni volta che sui tavoli di sorveglianza dei fondi comunitari e nazionali ho chiesto i dati declinati per genere mi hanno opposto problematiche insormontabili quindi pensare che adesso ci saranno magicamente statistiche per tutti, quanto meno sono sorpresa.

Si farà un rapporto annuale sulla condizione delle donne abruzzesi, prosegue la consigliera:  bene ma non avrebbe più senso fare un rapporto sull’applicazione delle leggi di parità già esistenti? Parlo della Legge Delrio disattesa da molti Comuni come anche della rappresentanza di genere nei Consigli di amministrazione. Perché non si vanno a guardare questi aspetti ponendoci rimedio? Forse perché rispettare la legge è di gran lunga più difficile che fare le chiacchiere” chiosa Marinelli.

“Intanto adesso vediamo come saranno nominate le giunte dei Comuni” dice, esortando a segnalare presso la sua email consigliera.parità@regione.abruzzo.it  i casi più eclatanti.

“Se è pur vero che sono senza personale e che c’è la volontà da parte di questa giunta di non farmi lavorare dimenticando la normativa nazionale i miei compiti e le mie funzioni, continuerò a fare del mio meglio come sempre.

“Infine” conclude la Marinelli “mi permetto di invitare tutto il consiglio regionale a riprendere la modifica della legge elettorale introducendo la doppia preferenza di genere, che ricordo, malgrado sia applicativa per i comuni, non lo è per la regione. Considerando che l’introduzione non è stata inserita con la passata, legislatura ora che in consiglio regionale abbiamo solo due donne credo sarà impossibile ed ecco il fumo negli occhi con una bella legge che effettivamente per le donne abruzzesi non porta niente.”