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Inceneritori, VAS necessaria. L’Europa mette KO Ministero e ARTA

di Monica Pilolli

Il programma nazionale di incenerimento va sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica.
Questo il parere della Commissione Europea , in applicazione della direttiva 2001/42/CE , il cui scopo è contribuire all’” integrazione delle considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di determinati piani e programmi” , al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e un’elevata tutela ambientale.

L’attuazione del programma implica infatti emissioni inquinanti collegate alla combustione di 8 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno : 8 nuovi impianti ( degli iniziali 12 rinegoziati in conferenza stato-regioni ) da dislocare sul territorio nazionale , di cui uno previsto in Abruzzo, che vanno ad aggiungersi agli oltre 40 già in funzione e in fase di autorizzazione.

Procedura VAS che nel provvedimento preliminare a firma del Ministero dell’Ambiente, si era tentato di eludere individuando l’atto come mero indirizzo programmatico generale , non in grado pertanto di incidere sulla puntuale ubicazione degli impianti – di competenza regionale – né sulle conseguenze ambientali e sanitarie degli stessi.

Dopo la recente adesione dell’ARTA abruzzese alle disinvolte politiche del Governo italiano e l’altolà dato dal Sottosegretario Mario Mazzocca nel ribadire la contrarietà della Regione Abruzzo, a fugare i dubbi ci pensa Bruxelles.

La risposta arriva in questi giorni, a seguito dell ‘interrogazione dell’europarlamentare M5S Marco Affronte , in cui si chiede di far luce sui contrasti tra le direttive comunitarie e i contenuti del rapporto preliminare del governo italiano sulle politiche di incenerimento.
Secondo tale programma, l’Italia avrebbe bisogno di aumentare del 27 % il materiale incenerito – ignorando che nei prossimi anni è chiamata contemporaneamente ad aumentare il riciclaggio almeno del 22 % – e ciò , si dice, non inciderebbe direttamente sulle componenti ambientali.
Si aggiunge inoltre che non è possibile sapere se ciò comporterà il superamento dei livelli di qualità dell’aria e che non c’è bisogno pertanto di sottoporre il programma a valutazione ambientale strategica VAS.

Nell’interrogazione si è chiesto esplicitamente se queste assunzioni non contrastino con la direttiva europea riguardo la gestione dei rifiuti , evidenziando se non si ritenga che il programma del Ministero italiano vada sottoposto a valutazione ambientale strategica “ai sensi degli articoli 2 e 3.2(a) della direttiva 2001/42/CE, a causa dell’impatto ambientale conseguente all’aumento di due milioni di tonnellate di rifiuti bruciati”.

A distanza di due mesi, la risposta : “La Commissione ha recentemente chiesto alle autorità italiane competenti informazioni relative alla questione della capacità di incenerimento cui fa riferimento l’onorevole deputato, la quale era stata sollevata anche nell’interrogazione scritta E-002713/2016[1].

Qualora il programma sull’incenerimento dovesse rientrare nel campo di applicazione della direttiva 2001/42/CE (valutazione ambientale strategica – direttiva VAS), prima della sua adozione sarebbe necessaria una valutazione ambientale”