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Auto blu, inizia il processo a Di Pangrazio

Mattinata in Tribunale quella di oggi per il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, accusa di peculato per un utilizzo indebito dell’auto blu della Provincia, di cui è dirigente.
Accompagnato dai suoi due avvocati, Claudio Verini e Antonio Milo, il sindaco tornerà in aula il prossimo 15 settembre: il giudice Guendalina Buccella ha rigettato tutte le eccezioni preliminari e ha rinviato a dopo l’estate per l’esame dei testi del Pubblico Ministero.

I fatti contestati al sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio e ad altre quattro persone fanno riferimento al 2014, quando la polizia giudiziaria mise i sigilli a tre auto di proprietà della Provincia. Furono indagati anche tre autisti: Maria Pia Zazzara di Pescina, Mario Scimia dell’Aquila, la dirigente Paola Contestabile di Celano con l’accusa di peculato e Anna Maceroni, di Avezzano, dipendente pubblica, tutti finiti a giudizio ma comunque con ruoli minoritari. L’ex autista di Di Pangrazio, Ercole Bianchini, nelle scorse udienze ha chiesto, ottenendolo, il patteggiamento.

La tesi sostenuta dalla Procura è che Di Pangrazio abbia utilizzato a fini personali l’auto della Provincia. Non solo: anche gli stessi autisti ne avrebbero avuto totale uso, fino a riuscire a riportarsi l’auto nella propria abitazione, fine settimana compresi. Sei i viaggi contestati, di cui uno ad Ischia: anche le spese sarebbero state addebitate alla Provincia. Per questo, le accuse sono di truffa, peculato, falso e abuso di ufficio.

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