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La Diocesi di Sulmona rischia di scomparire

di Monica Pilolli

La Diocesi di Sulmona – Valva rischia di essere accorpata ad Avezzano.

Stessa sorte paventata per le diocesi di Isernia-Venafro e Trivento.
Questo quanto previsto per la regione ecclesiastica Abruzzo-Molise dalla riforma delle diocesi in Italia, che interessa aree al di sotto dei novantamila abitanti, con un numero non sufficiente di sacerdoti e con problemi economici.
  Accorato l’appello a Papa Francesco da parte del Vescovo Angelo Spina e dei membri del Collegio dei Consultori, secondo cui ormai la Diocesi resterebbe l’unico baluardo di difesa e di speranza per un territorio “impoverito a causa di un preciso e calcolato disegno politico, che lo sta rendendo sempre più periferia geografica e soprattutto periferia esistenziale  :  impoverimento  che si concretizza anche con  la soppressione imminente del Tribunale  di presìdi ospedalieri,  fabbriche dismesse diventate cattedrali nel deserto”.
La storia della diocesi di Sulmona-Valva, con ben 1526 anni di vita, si sviluppa in una terra di Santi tra i quali l’Eremita-Pontefice Celestino V  e riguarda ben tre su quattro province abruzzesi. Come indica il nome, l’attuale configurazione è frutto di un precedente accorpamento delle due diocesi componenti, che nel 1986 per un provvedimento della Santa Sede  divennero un’’unica struttura denominata di “Sulmona –-Valva”, con la cattedrale collocata nella Basilica di San Panfilo Vescovo.

” L’unico presidio rimasto ad alzare forte la voce, a gridare di non perdere e non far perdere la speranza”, conclude il prelato.