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Decreto inceneritori: Arta scavalca Regione su vas

“L’Arta ha espresso un parere al Ministero dell’Ambiente che non tiene affatto in considerazione la linea politica della Regione Abruzzo in materia di rifiuti. Essendo un’ agenzia regionale, dovrebbe agire in nome e per conto della stessa Regione”.

Lapidario l’intervento del Sottosegretario regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, riguardo il via libera rilasciato dall’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) sulla non assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica del ‘Decreto Inceneritori’. Un parere di merito “non specificatamente dovuto”, su cui il Ministero avrebbe interessato le agenzie regionali di protezione ambientale, quali autorità competenti in materia.

“Da un lato c’è il Governo che ritiene non occorra valutare preventivamente dal punto di vista della sostenibilità ambientale l’invasione di 11 inceneritori sul territorio nazionale – ironizza Mazzocca -, dall’altro c’è sempre il Governo che sostiene l’obbligo di sottoporre a VAS uno strumento di salvaguardia del territorio, come il Piano del ‘Parco Nazionale del Gran Sasso’ “.

decreto inceneritori

La VAS, così come indicato nel decreto normativo nazionale, viene applicata sistematicamente ai piani e programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale. Tra le fasi della procedura di valutazione, è prevista la redazione del rapporto ambientale, oltre alla consultazione dei soggetti competenti in materia e del pubblico interessato, affinché abbiano l’opportunità di presentare le proprie osservazioni, fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.

Opportunità di intervento e supervisione da parte dei cittadini- su tale argomento già strutturata a livello internazionale   e supportata da una corposa letteratura medica  riguardo i danni da incenerimento –   che sembrerebbe preclusa dalla posizione dell’ARTA, già in rotta con la Regione per la riduzione del 5% sui fondi annuali erogati. Quanto questo atto possa incidere sulla facilitazione all’insediamento degli inceneritori nella Regione Abruzzo, non risulta ancora chiaro.

Contrariamente a quanto espresso dall’ARTA, l’esecutivo Regionale ritiene che il Rapporto preliminare elaborato dal Ministero “contenga elementi diretti in grado di incidere in termini di effetti significativi sull’ambiente” , pur non intervenendo sulla localizzazione degli impianti, sia a livello comunale che di circoscrizioni di area vasta. “Per tale motivo – dichiara il Sottosegretario –  la Giunta Regionale ritiene che la ‘programmazione in parola’ incida direttamente sulle componenti ambientali e che, pertanto, debbano essere puntualmente determinati e calcolati i significativi effetti d’impatto sull’ambiente a livello di VAS nazionale».

Incomprensibile e paradossale dunque, per Mazzocca, la presa di posizione dell’Agenzia Regionale, che andrebbe a cozzare con il nuovo orientamento delle politiche ambientali in Abruzzo, atte a favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, il riuso e il riciclo, in ottemperanza alle direttive europee.

 “Con Delibera di Giunta Regionale n. 116 del 26/02/2016, sono state approvate le ‘Linee di indirizzo per l’adeguamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti’ , in cui si adotta uno scenario impiantistico e gestionale basato sul massimo recupero di materia dai rifiuti e la promozione di sistemi di ‘tariffa puntuale’ – ricorda Mazzocca -, escludendo la costruzione di nuovi impianti di produzione di CSS e  di incenerimento dedicati. Successivamente, con la Delibera di Giunta del 12 aprile scorso, la Regione Abruzzo, nel ribadire la propria contrarietà alla realizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani nel proprio territorio, ha formalmente proposto opposizione al suddetto Rapporto Ministeriale. Anche il Consiglio Regionale, per altro, si è pronunciato sul tema approvando due Risoluzioni con le quali sono stati delineati gli indirizzi della pianificazione».
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Intervengono sulla questione anche le associazioni ambientaliste WWF e Legambiente : “Quanto accaduto dimostra a chiarissime note la fondatezza della denuncia che WWF e Legambiente avevano presentato pubblicamente nell’ottobre dello scorso anno, chiedendo l’azzeramento degli attuali vertici dell’Agenzia e la nomina di un nuovo gruppo dirigente, con un concorso trasparente a livello europeo sottratto al vergognoso controllo dei partiti. Una richiesta – sottolineano i presidenti regionali di WWF e Legambiente, Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco – che torniamo a ribadire con forza oggi, dopo questo inaccettabile parere che vorrebbe essere tecnico e invece prescinde da ogni valutazione scientifica, che addirittura mistifica le normative europee. L’ARTA si esprime su una bozza di programma elaborata da organi politici e da’ valutazioni esclusivamente politiche. Dall’attuale direttore generale Mario Amicone, un politico di vecchio corso che non ha adeguate competenze ne’ esperienze nel campo della tutela dell’ambiente, non ci si poteva del resto attendere nulla di diverso”.

Osservazioni stigmatizzate in una nota anche da Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista: “Quanto denunciato oggi da WWF e Legambiente conferma quanto sbagliata sia stata la nomina di un politico privo di competenze in campo ambientale ai vertici dell’ARTA. Se è stata gravissima la nomina di Amicone da parte della Giunta Chiodi è vergognoso che sia stata reiterata dalla Giunta Pd-Sel”.