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Corte dei Conti boccia la Regione: bilancio a rischio

Un giudizio che non lascia spazio a interpretazioni, quello emesso con la delibera 118/2016 della Corte de Conti recante la relazione annuale sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri. Infatti, secondo la Corte, nel 73%  dei casi sono state rilevate anomalie relativamente agli impatti finanziari delle leggi approvate, si và dalla mancanza di presentazione della scheda finanziaria e della relazione tecnica, sia in sede di presentazione dei progetti di legge, sia in sede di presentazione degli emendamenti, al frequente ricorso dell’approvazione di emendamenti, molto spesso intrusi, presentati direttamente nel corso della seduta consiliare senza la previa sospensione del consiglio anche quando questi innovavano sostanzialmente il testo legislativo, con forti impatti di carattere finanziario. “Abbiamo da sempre denunciato, in commissione bilancio prima e durante le sedute di Consiglio regionale poi, que! sto modus operandi della maggioranza d’alfonsianain spregio delle norme costituzionali e dei regolamenti” commentano i consiglieri Marcozzi e Pettinari, consiglieri M5S  “Ci hanno tacciati di essere opposizione non durevole, politici immaturi e inesperti laddove, invece, il nostro richiamo, oggi confermato dalla magistratura contabile, era a regole chiare che impongono procedure che la maggioranza ha coscientemente deciso di non rispettare.” La Corte dei Conti – che non è esattamente costituita da gufi-pozzangheristi – svolge funzione di ausilio alla Regione sulla base del potere conferitogli dal Decreto Legge 174/2012, al fine di innescare azioni auto correttive. Il principio di copertura costituisce un presupposto fondamentale per la sana gestione delle finanze pubbliche  “Si tratta di principi che dovrebbero determinare per le generazioni future, la certezza di non ritrovarsi un debito non contratto da loro -commentano i consiglieri M5S – le attività di referto svolta dalla Corte dei Conti al fine di prevenire squilibri di bilancio con processi di autocorrezione costituiscono solo il secondo passo, il M5S che siede nei banchi dell’opposizione aveva già fatto sollevato in sede di discussione delle norme le medesime eccezioni oggi rilevate dalla magistratura contabile: Una quota rilevante di coperture è ottenuta attraverso la revisione al rialzo delle previsioni di accertamento sui capitoli relativi all’esazione di imposte in genere quali Addizionale Irpef, Oneri urbanizzazione senza che siano state realmente determinate ed accertate quantitativamente definiti dalla stessa Corte “aumenti apodittici (…) svilimento dell’obbligo di coperture (…) artifizi contabili”.

Nel richiamare la Regione ai suoi obblighi la Corte precisa: “Si richiama l’attenzione sulla circostanza che la giurisprudenza costituzionale Sen. 181/2015 riconosce alle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti la facoltà di sollevare questione di legittimità costituzionale (…) con riferimento ai profili di violazione del principio di copertura ex art. 81 della Costituzione” dunque si profila anche il rischio di impugnazione delle norme approvate da questa maggioranza. Nelle 88 pagine in cui la Corte riassume l’attività legislativa della regione per l’anno 2015 leggiamo che addirittura in 4 casi, la copertura finanziaria delle leggi è stata completamente trascurata. Il caso limite riguarda ovviamente il provvedimento più importante: la legge di approvazione del bilancio nella quale si evidenzia un disavanzo di esercizio da 455 milioni. In particolare, la Corte contesta come siano del tutto irrisori e insufficienti gl! i importi stanziati in bilancio a copertura del disavanzo pregresso, pari a € 5 milioni per il 2015, € 20 milioni per il 2016 e 20 milioni per il 2017, peraltro nemmeno in linea con quanto indicato nello stesso documento di programmazione economica e finanziaria regionale DPEFR 2015 che prevedeva un rientro già lento pari al 5% annuo dei 455 Milioni di euro accumulatisi negli anni, fra l’altro neanche certi in quanto non si è ancora proceduto al riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2015 e non sono ancora approvati  i rendiconti relativi agli esercizi 2013, 2014, 2015. E’ stato inoltre evidenziato che non sono riscontrabili stanziamenti di un fondo per i risultati negativi delle Società Partecipate, salvaguardando cosi gli equilibri di bilancio dalle conseguenze negative derivanti da potenziali interventi di sostegno finanziario alle stesse. In fine, la corte di sofferma anche rispetto allo stanziamento di € 5.000,00 sul fondo! di riserva per le spese imprevisto totalmente sottodimensionate e irrisorio rispetto alla portata del Bilancio di una regione.

Anche rispetto alle leggi leggi 1,19, e 40 del 2015 che riguardano le diverse ricapitalizzazioni che si sono succedute a favore di SAGA SpA, la Regione Abruzzo ha attribuito ripetutamente contributi alla società di gestione aeroportuale per un ammontare complessivo rilevante è superiore alla soglia degli aiuti di stato de minimis, senza procedere alla necessaria comunicazione della misura alla Commissione. La Corte dei Conti ha sollevato numerose criticità nel rispetto sia del diritto dell’Unione Europea, sia delle norme della contabilità armonizzata in materia di indebitamento. In ultimo anche la legge 41/2015 che autorizza l’accensione di nuovi prestiti per 100 milioni di euro con la finalità di coprire la quota di disavanzo riconducibile a mutui autorizzati ma non attivati in passato, è stata messa sotto la lente d’ingrandimento da parte dei giudici contabili che in merito al rispetto dei vincoli sul ricorso all’indebitamento hanno rilevato come ! la stessa vada in deroga ai requisiti procedurali richiesti dagli articoli 40 e 62 del D.Lgs 118/2011, non avendo la Regione ancora approvato con legge i rendiconti relativi agli esercizi 2013, 2014, 2015.

“Sentenze della Corte Costituzionale stabiliscono che le leggi istitutive di nuove spese devono contenere una esplicita indicazione del relativo mezzo di copertura, che la copertura deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale. Tutto questo non è stato rispettato dalla maggioranza di governo nonostante tutto questo sia stato sempre sollevato dal M5S con osservazioni ed eccezioni prima delle approvazioni delle norme contestate. Qual è la soluzione a tutto ciò? – concludono Marcozzi e Pettinari – Cominciare a rispettare le leggi, per assicurare certezze economiche alla nostra Regione.”