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CaseMatte, musica alta a notte fonda

E’ accaduto di nuovo lo scorso sabato: la musica a tutto volume che proviene da CaseMatte, lo stabile nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio gestito dal Comitato 3:32, non lascia pace ai residenti di Via Celano. “Una musica incessante dalle 20 alle 3 di notte insieme a schiamazzi e urla al microfono” – dichiara un residente della zona. Un fatto simile era stato già denunciato a IlCapoluogo.it due settimane fa, ma nulla è cambiato. Anzi: la situazione va avanti da ben 4 anni. “Siamo stanchi di non essere ascoltati. Anche le forze dell’ordine, che fanno di tutto per aiutarci, non risolvono la situazione. Ci è stato detto in più di un’occasione che lo scontro è impari: siamo due in pattuglia contro una marea di gente”. Come confermato dal 112, sabato sera non c’era alcun permesso per suonare e hanno fatto serata ugualmente, non rispettando le più elementari regole civili”. In centro storico invece esiste un’ordinanza che obbliga a spegnere la musica all’1 di notte, perché questo per CaseMatte  non vale?

Domani i residenti di Via Celano avranno un appuntamento col sindaco Massimo Cialente per discutere e trovare una soluzione a questo problema. Intanto il Prefetto, responsabile dell’ordine pubblico,  raggiunto telefonicamente da questo giornale non può rilasciare alcuna dichiarazione. Risponde per lui Roberto Nardecchia, ufficio stampa della Prefettura, che spiega che “i prefetti d’Italia nei 30 giorni precedenti le elezioni amministrative hanno l’obbligo del silenzio stampa su qualsiasi tipo di argomento”. Da questo si deduce che i cittadini avranno una risposta dopo il silenzio elettorale.

Nei casi classici dei locali con musica ad alto volume “invitiamo i gestori ad abbassare il volume e a vedere se tutto è in regola. Nel caso di CaseMatte o anche di Asilo Occupato non possiamo fare molto. E’ propedeutico l’intervento da parte della politica”.

Ora tocca alle istituzioni intervenire. I disagi dei residenti di Via Celano vanno avanti dal 2012 quando è stata fatta anche una raccolta firme, evidentemente ignorata.

(Musica a tutto volume, i residenti protestano)