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Vitalizi, il giorno dopo tra vecchi e nuovi equilibri

E’ sui vitalizi che si è consumato uno degli scontri più accesi che il consiglio regionale ricordi negli ultimi mesi: la maggioranza ha chiesto ed ottenuto di far tornare in Commissione la proposta 5 Stelle di abolizione dei doppi vitalizi che non più tardi di dieci giorni fa era stata approvata ad unanimità. Urla, accuse reciproche e cartelli vergogna sono stati l’apice di una seduta del consiglio regionale dominata dal nervosismo su questo ma anche su altri temi.

E dire che sembrava fatta per il sì alla proposta pentastellata: i consiglieri 5 Stelle ne aspettavano la discussione e l’approvazione senza troppi giri di parole. Ma qualcosa è andato storto e quel qualcosa è da rintracciare proprio nella tensione registrata ieri in diversi momenti della discussione.

A partire dal primo progetto di legge sulla distinzione fra banche commerciali e banche d’affari, a firma Sclocco: i 5 Stelle si oppongono, sebbene l’argomento sia un cavallo di battaglia del Movimento. Sui trasporti, tema caldissimo, a confrontarsi sono stati solo maggioranza e centrodestra, con i consiglieri pentastellati che non sono intervenuti, né nel consiglio straordinario sui trasporti, né nella discussione sui servizi minimi del tpl. Passando poi per il no ai nomi dei quattro componenti del Collegio regionale per le Garanzie Statutarie, che si aggiunge al loro, ormai, storico no a Rita Bernardini come Garante dei Detenuti d’Abruzzo.

Insomma, una chiusura totale. Ed il no, stavolta, ai 5 Stelle è arrivato dalla maggioranza, in particolare da Camillo D’Alessandro: “La propria esistenza in vita secondo loro si giustifica non sui problemi ma sulle norme spot, demagogiche, con il solo obiettivo di apparire fustigatori, moralizzatori, titolari di merito che non hanno. Io, ho rinunciato al vitalizio da consigliere regionale. Dunque non andrò in pensione con i soldi degli abruzzesi. Sempre io sono quello che nella scorsa legislatura ha proposto una norma dalla minoranza, votata dall’allora maggioranza, che ha abrogato per sempre i vitalizi dei consiglieri regionali. Ho rappresentato un Gruppo Consiliare nella scorsa legislatura, che ha definito il taglio delle indennità – e siccome l’allora maggioranza non approvava la legge- come Gruppo decidemmo di autoridurci l’indennità per finanziare il capitolo della povertà. Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi. Per queste ragioni – conclude D’Alessandro – abbiamo rinviato il provvedimento in prima commissione annunciando che entro luglio faremo la nostra proposta di legge rivedendo l’istituto del vitalizio.”

“Questa volta, la legge che elimina l’ennesimo iniquo privilegio per la classe politica è più comodo votarla dopo le elezioni, per non rischiare di compromettere il consenso elettorale degli abruzzesi prima delle elezioni con un voto contrario” commenta Sara Marcozzi, prima firmataria della legge 5 stelle. “È più forte di loro, non ce la fanno ad abolire i privilegi o a ripristinare un po’ di equità sociale”

C’è ora un abisso se possibile ancor più profondo tra l’opposizione dei 5 Stelle e la maggioranza al Governo regionale: altro discorso invece per quanto riguarda il centro destra che, soprattutto con i consiglieri di Forza Italia, si è mostrato collaborativo seppur il confronto su alcuni temi, quello dei trasporti in primis, sia stato piuttosto serrato.

Prossima riunione del consiglio regionale dopo le elezioni comunali: vedremo se questi vecchi-nuovi equilibri cambieranno ancora una volta a seconda, chissà, del risultato delle urne che interessa molti dei parlamentari regionali abruzzesi.