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L’Aquila Rugby Club ricomincia da tre

di Marcello Spimpolo

Si è svolta stamattina presso la Sala Rivera di Palazzo Fibbioni la conferenza stampa di presentazione del nuovo staff tecnico dell’Aquila Rugby Club che, stante la retrocessione di quest’anno, nella prossima stagione disputerà il campionato di Serie A.
Saranno “vecchie” conoscenze del rugby aquilano a guidare la squadra: Pierpaolo Rotilio classe 74, una vita in neroverde da giocatore, da allenatore 6 stagioni in grigiorosso della Gran Sasso che portò in A nella stagione 2012/13 e poi Vincenzo Troiani, anch’egli ex giocatore  ma anche ex allenatore neroverde, dal settore giovanile alla prima squadra. Per Troiani anche un’importante carriera in ambito federale: dalle Zebre, all’Accademia “Francescato”, alle panchine delle Under 18 e Under 20, con le vittorie di un campionato europeo e di un IRB Junior World Trophy in Russia nel 2010.
Nel massimo campionato italiano esperienze anche a Parma e con le FF.OO.
Continua poi la collaborazione nei panni di consulente per la mischia dell’altro ex neroverde Massimo Cuttitta, che è stato tecnico degli avanti anche della Nazionale Scozzese.
A prendere per primo la parola è stato il Presidente  che ha esordito ringraziando Ludovic Mercier per il lavoro fatto l’anno scorso, ma anche lo stesso Cuttitta e gli sponsor che, nonostante ” il lungo calvario” , parole testuali, che è stato il campionato appena concluso, non hanno abbandonato la squadra.
Zaffiri ha detto che la retrocessione appena conseguita ” non é stata un danno” specificando che se lo è stata dal punto di vista del risultato non lo è stata dal punto di vista della crescita tecnica e mentale dei tanti ragazzi in squadra.
” Noi non ci piangiamo addosso e siamo qui per portare avanti ancora il progetto di restituire alla città una squadra di cui andare fieri”.
” Abbiamo una squadra molto giovane ma che viene da aver fatto esperienza in un campionato di Eccellenza ed affrontiamo il campionato di Serie A senza l’assillo di doverlo per forza vincere ( se succederà, ovviamente ne saremo felici) ma con l’obiettivo di gettare le basi per una Società più solida, in campo così come dal punto di vista economico”.
” Abbiamo anche un importante settore giovanile ed è finalmente iniziato, a fari spenti per non creare illusioni, ma con convinzione, un dialogo con la Polisportiva e con il Paganica Rugby”.
Sollecitato dalle nostre domande, in riferimento al fatto che anche l’anno scorso si parlò di Progetto, di giovani da lanciare, ma anche di un campionato in cui poter arrivare tranquillamente quinti o sesti, il Presidente ha ammesso che qualcosa evidentemente è stato sbagliato e che si è perso un anno, ma che lui è abituato ” a guardare al futuro, e che il futuro sono Troiani e Rotilio”.
Vincenzo Troiani ha esordito proiettando un video della stagione 96/97 quando lui allenò i Neroverdi ribadendo come “anche a distanza di 20 anni non ho perso l’idea di rappresentare degnamente questa città nel rugby”.

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” Dobbiamo prendere atto che tante cose sono cambiate, nel rugby ed in cittá, ma da questa situazione può rinascere qualcosa di importante”.
” I miei obiettivi sono concretezza e personalità, c’è un progetto da far capire alla città ed ai ragazzi che metteranno la maglia Neroverde.”
“Voglio una squadra che si batta per rappresentare un popolo che ogni giorno combatte la sua battaglia nel post terremoto”.
” Ho grosse motivazioni ed emozioni. Sia io che Pierpaolo abbiamo avuto anche altre proposte ma abbiamo scelto L’Aquila perché c’è quell’emozione in più rispetto al mero dato tecnico”.
“Ho preteso serietà da parte della Societá nei rapporti con i giocatori: se si stipula un contratto, anche a cifre basse, più basse di altre realtà, bisogna onorarlo, perché solo così io, da tecnico, potrò pretendere il 100% in campo dai miei giocatori.” ” Non voglio in squadra gente che gioca solo per lo stipendio, è chiaro, ma il rispetto degli accordi è fondamentale”.
” Torno dopo otto anni in maglia neroverde e per me è un’emozione particolare- sono state le prime parole di Pierpaolo Rotilio-la retrocessione è ormai cosa fatta ed è chiaro che, se il risultato è stato questo, errori ce ne sono stati. Si riparte da quelli”.
” Non possiamo e non vogliamo diventare una colonia dove gli altri vengano a pescare i migliori creati da noi, anche se dobbiamo prendere atto della maggiore forza economica di molti club e abituarci al fatto che se usciranno fuori dei nuovi Masi, probabilmente non rimarranno all’Aquila”. ” Io posso solo assicurare che ci metterò l’anima, come sempre, ma con un qualcosa in più…”
“Ai tifosi dico: venite allo stadio, anche a tirarci la verdura se faremo male, ma venite. Abbiamo bisogno del vostro supporto”.
È intervenuto poi anche il padrone di casa, il Sindaco Cialente, che ha espresso
” gratitudine per i dirigenti chi portano avanti la squadra con enormi sacrifici e che l’hanno salvata dalla possibile scomparsa due anni fa”.
” Torniamo alle origini: L’Aquila agli aquilani per ritrovare il nostro DNA rugbystico”.
“Riconfermo la vicinanza alla Società e come amministrazione siamo e saremo impegnati nel passaggio alla stessa delle strutture di Piazza d’Armi ( per la quali abbiamo trovato i soldi per gli spogliatoi) e del Fattori.
” Il rugby era e resta il biglietto da visita della città in Italia e nel mondo”.
Fin qui le parole del Presidente Zaffiri e dei nuovi tecnici Troiani e Rotilio che sanciscono, in un modo o nell’altro, ed anche con una onestà intellettuale che va loro riconosciuta, che  L’Aquila Rugby è oggettivamente, ad oggi, una Società  che calza a pennello nei parametri, tecnici ed economici, della Serie A e non  più del campionato di Eccellenza. Da qui si riparte per tornare ad essere, tra un tot di anni,  L’AQUILA RUGBY. Quella senza il “club” alla fine, quella dei 5 scudetti, insomma.
Noi però vogliamo ora aggiungere altre nostre considerazioni.
Sono ormai due anni che si parla di Progetto ma noi, e forse anche la città, finora abbiamo fatto fatica a vederlo.
Lo scorso campionato, quando si iniziarono ad inanellare sconfitte su sconfitte, vi fu una conferenza stampa in cui il Presidente Zaffiri disse testualmente: “Scusate, abbiamo sottovalutato l’Eccellenza”. Onesto,apprezzato,tanto che non vi furono “attacchi” e critiche da parte della stampa per tutto il resto l’anno. E la squadra si salvò per il rotto della cuffia a scapito dei derelitti Cavalieri Prato.
Nel campionato appena concluso, altro giro,altra corsa, con in più l’esperienza fatta l’anno scorso. Non si ripeteranno gli stessi errori, pensavano i tifosi, e non solo loro.
Ad agosto scorso, come già scritto, obiettivo dichiarato in fase di presentazione della squadra fu quello di fare 32 punti, raggiungendo tranquillamente un quinto o sesto posto. Ed in più, come ribadito anche oggi, giovani atleti Aquilani da lanciare e valorizzare.
Il risultato del campo lo conosciamo: retrocessione in Serie A,  giovani aquilani che non sempre hanno trovato posto da titolari (tranne forse Flammini, i vari D’Onofrio, Angelini, Speranza,Carnicelli,Vaschi  quante panchine/tribune hanno fatto?) e squadra imbottita di stranieri di secondo livello.
Oggi il Presidente Zaffiri ci ha detto che anche panchine e tribune fanno parte del processo di crescita, e noi prendiamo atto del suo pensiero ma ci chiediamo:
era veramente questo il Progetto? O forse non si sono rispettate le premesse di inizio anno e si è un po’ navigato “a vista”, salvo poi trovarci sugli scogli?
E adesso? Si ricomincia tutto da capo. Fidando sulla consistenza, innegabile, dei tecnici. E su cos’altro? Sull’ennesima prova di buona volontà dei giovani (aquilani e non) a restare per riportare in Eccellenza i colori Neroverdi? Tra l’altro, al momento, la Società non sa ancora su quanti di loro potrà contare perché  é in attesa delle risposte da parte di quei giocatori che hanno mercato fuori dall’Aquila.
Aspetto economico. Non ci è stato riproposto, per fortuna, il refrain della città che non risponde, degli imprenditori che non mettono i soldi, del debito “etico” che avrebbero i costruttori che stanno guadagnando soldi con la ricostruzione materiale e che non li riversano su quella “sociale”.
Al di là della condivisione o meno di questo assunto, noi pensiamo che sia comunque compito dei dirigenti delle Società sportive quello di trovare i finanziamenti.
All’Aquila, i tempi della Banca che apriva i cordoni della borsa sono finiti e quelli del magnate illuminato non sono mai iniziati, ma forse lo si è capito troppo tardi, e siamo arrivati al punto che siamo.
Concludiamo sottolineando poi come non si possa sempre zittire la giusta critica tacciandola di disfattismo. Avete presente la tragedia del Titanic? C’erano quelli che cercavano di avvertire il comandante della nave che l’iceberg incombeva e quelli che invece continuavano a ballare al suono dell’orchestra mentre la nave affondava: ecco, noi vogliamo essere fra i primi, non far parte dei secondi.
Ad meliora semper.