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RFI, chiusura passaggi a livello: ultimatum dei cittadini

“Chiederemo l’inchiesta pubblica prevista dalle direttive comunitarie, bloccheremo anche  i lavori se necessario intralciandone lo svolgimento con i nostri  trattori, qualora il Comune e la società RFI (Reti Ferroviarie Italiane) non volessero ascoltare le nostre esigenze, per la programmazione della chiusura dei passaggi a livello e per la modifica dei progetti di viabilità alternativa ”. Questa la posizione emersa ieri sera durante l’assemblea fiume svoltasi all’interno della tensostruttura di S.Elia, adibita a chiesa nella periferia est di L’Aquila sin dall’ immediato post sisma, ora unico luogo funzionale di aggregazione laica che verrà smantellato tra pochi mesi, dopo la recente ricostruzione dell’edificio di culto.

chiusura passaggi a livello

Durante il dibattito moderato dalla presidente del Consiglio Territoriale Sabrina di Cosimo, all’ attenzione di un folto pubblico e di numerosi amministratori , i cittadini hanno rappresentato le criticità più rilevanti causate dal progetto di “miglioramento” della RFI , upgrading infrastrutturale di carattere nazionale in aderenza a prescrizioni comunitarie,  finanziato in base al Contratto di Programma 2012-2016 con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non sono convinti gli abitanti del luogo riguardo lo sviluppo di viabilità alternativa, così come predisposto. E non hanno avuto remore nel farlo presente agli interlocutori istituzionali intervenuti : il Sindaco Massimo Cialente, il Vicesindaco Nicola Trifuoggi e il Consiglieri Comunali di maggioranza e opposizione Guido Quintino Liris, Giuliano Di Nicola, Salvatore Placidi e Tonino De Paulis .

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Il progetto approvato impedirebbe ai lenti e ingombranti mezzi agricoli , essenziali per la sopravvivenza dell’economia rurale locale, di raggiungere in sicurezza i terreni da coltivare, dislocati dall’altra parte del binario ferroviario. Secondo i cittadini, i dispersivi tracciati ,sostitutivi agli attraversamenti ora esistenti, implicherebbero percorrenze di lunga durata a bassa velocità sulla strada statale 17, già intasata dal normale traffico urbano a scorrimento più veloce. Si aggiunge inoltre il rischio di allagamento dei sottopassi da realizzare in zona alluvionale, la cui manutenzione e sicurezza verrebbero affidate all’ente comunale, già in grave difficoltà per la gestione del patrimonio esistente. Filo conduttore che accomuna la realizzazione di grandi opere, decise per lo più nei palazzi romani e valutate come strategiche per il territorio, sembrerebbe essere la concertazione affrettata con le amministrazioni locali in periodi di caos sociale e deroghe autorizzative, dovute allo stato di emergenza post sisma.

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“ Sono state eluse le normative comunitarie e le procedure di competenza degli enti locali – dichiara l’Arch. Antonio Perrotti, ex dirigente regionale del settore pianificazione – con una Conferenza dei Servizi viziata anche dall’assenza di tutti i soggetti interessati e inibitori del progetto approvato “.  “Quando nasce un comitato, alla base c’è un disagio, un fabbisogno insoddisfatto che l’amministrazione non è stata in grado di intercettare , che deve però essere in grado di interpretare e fare proprio – interviene l’Ing. Quirino Crosta, attuale portavoce del comitati riuniti STSA ( Sviluppo Territoriale Sostenibile Aquilano) –

Non siamo ‘contro’ qualcosa, ma ‘ a favore’ del miglioramento , della mitigazione degli impatti sociali e ambientali di ogni intervento riguardante il territorio e chi ci vive.

E’ necessario che una commissione tecnica istituzionale rediga una planimetria integrata, tenendo conto di interferenze con infrastrutture esistenti e con altri progetti approvati da realizzare, affinché non si comprometta il completamento delle opere stesse, per cui sono stati stanziati soldi pubblici”. Il fronte di contestazione si è esteso velocemente in questi ultimi mesi , con numerose assemblee organizzate in tutto il comprensorio aquilano interessato, a partire dall’ estrema periferia ovest di Scoppito di fino a toccare più a est il Comune di San Demetrio.

I cittadini denunciano complessivamente la realizzazione di opere di viabilità non supportata da dati di flusso coerenti e basata su analisi di traffico vecchie e superate, precedenti il terremoto del 2009, quando l’assetto urbanistico e le dinamiche di mobilità erano totalmente differenti . Per le comunità impattate del Comune di L’Aquila, ora non risulta più accettabile la “scusa delle decisioni calate dall’alto” , in quanto  altre Amministrazioni coinvolte nella realizzazione di questi progetti non avrebbero esitato a negare le autorizzazioni , “opponendosi, quando necessario, per preservare gli interessi complessivi della propria comunità”.

“ Se un’opera non apporta benefici oggettivi ed è causa di danni, non ha motivo di essere realizzata cosi come prevista. Sul sito internet delle stesse  Ferrovie dello Stato è precisato che la modalità di realizzazione viene concordata con gli enti locali, che hanno pertanto la possibilità di decidere se realizzare sovrappassi o sottopassi. Non si capisce perché qui si sia approvata la seconda tipologia di attraversamento con sottopassi a rischio allagamento, minando  l’incolumità di tutti i cittadini.

Continuiamo a subire e a ricevere solo danni, senza alcuna concertazione sociale estesa e unitaria, con le ruspe che ci entrano nei nostri terreni all’ improvviso e iniziano a scavare, senza che i proprietari sappiano nemmeno il perché – insorge il pubblico -. Non vorremmo che anche a L’Aquila si verificasse ciò che ai nostri occhi sembra accadere in tutta Italia : alcune opere sembrano concertate con le società proprio perché si sa già  in partenza che ci saranno ritardi nella realizzazione o che saranno necessarie  varianti , cosicché si potranno avanzare richieste di danno alle amministrazioni, da pagare a caro prezzo con ulteriore dispendio dei nostri soldi pubblici “.

Richiesto in conclusione un incontro con i dirigenti della Ferrovie dello Stato e con tutti i referenti istituzionali competenti, affinché “le linee di progetto tracciate negli uffici di Roma, possano essere contestualizzate nel territorio reale” .  Istanza recepita dai rappresentanti dell’amministrazione comunale, che si sono impegnati pubblicamente nel voler concordare la riunione in tempi brevi.