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La Legge Severino tocca Di Benedetto e Silveri

di Roberta Galeotti

Tra un anno esatto si voterà a L’Aquila per scegliere il nuovo sindaco e la nuova amministrazione della città.
12 mesi sono il termine entro cui si devono dimettere tutti coloro che vorranno un ruolo politico alla guida della città e che occupano incarichi dirigenziali in una pubblica amministrazione o in una struttura pubblica.
Primo fra tutti il presidente della GSA Americo Di Benedetto che ha la spada di Damocle della Legge Severino sulla testa.
Qualora il giovane ex sindaco di Acciano, di area politica Udeur, renziano della prima ora, aspirasse (come sembra) a candidarsi alla guida della città dovrebbe dimettersi dalla Gran Sasso Acqua entro la fine di maggio.
Cioè entro pochissimi giorni!
Questo prevede il testo della norma che investe anche l’ex manager della Asl Giancarlo Silveri.
Dimissionario dal 31 dicembre 2015, Silveri ha ampiamente rispettato il termine della legge Severino, tant’è che ha iniziato ad incontrare gli interlocutori del centro destra per provare a condurre la cordata contro la ‘triade’ piddina.
Voci di corridoio parlano di una cena anche con i Salviniani.
Quindi lo scenario che si profilerebbe per la campagna elettorale del 2017, stante le mancate dimissioni di Americo Di Benedetto, sarebbe Lolli contro Silveri.