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Il saluto a Marco Pannella dei suoi compagni abruzzesi

La morte di Marco Pannella lascia un profondo vuoto nel nostro Paese. Ma ancor di più la sua mancanza tocca la nostra regione perché Marco Pannella in Abruzzo e anche all’Aquila è stato un maestro di battaglie per tanti uomini e donne che hanno deciso di fare della politica la loro vita.

Uno di questi è Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale aquilano, che su Facebook saluta il suo amico e compagno con una foto emblematica ed un significativo “Grazie”.

“Sono stato iscritto al Partito radicale, e conoscevo Marco.” dice Pietrucci. “Si poteva, tanti lo sono stati, essere in disaccordo con lui, ma gli va riconosciuto un ruolo di primissimo ordine nel panorama della nostra democrazia, che per definizione è pluralismo e confronto. Attraverso le sue prese di posizione, gli intelligenti modi di lotta e di espressione, ha saputo portare all’attenzione dell’opinione pubblica temi e contraddizioni inerenti il funzionamento stesso del sistema democratico che altrimenti, con tutta probabilità, sarebbero rimasti in ombra. Assieme al Partito radicale, di cui è stato per lungo tempo l’incarnazione, ricordiamo le battaglie sul divorzio e l’aborto, per i diritti dei detenuti, per la depenalizzazione dell’uso personale delle droghe leggere, per la libertà scientifica, quelle contro gli abusi e i malfunzionamenti del sistema democratico imputabili dallo strapotere dei partiti. A volte precursore e a volte provocatore, Pannella è stato una figura necessaria, di cui sentiremo la mancanza. Come c’è da sentire la mancanza del confronto, del dialogo, dello scontro, dell’arricchimento che deriva dalle diversità delle opinioni e dell’anticonformismo necessario.”

La senatrice Stefania Pezzopane lo ricorda come “un uomo grande,un grande uomo. Forse colui che di più ha contribuito a cambiare il paese. Sono orgogliosa di averlo conosciuto, di averci discusso,di aver imparato cose da lui. Fu capolista nel 1990 di Convenzione Democratica,la lista della Genziana dove fui eletta consigliera comunale a L’Aquila. Con me furono eletti anche l’avvocato Antonello Lopardi, Massimo Cialente,Giorgio Iraggi,Paolo Aloisi e l’indimenticabile Luciano Fabiani. Poi Pannella si dimise ed entrò Cecco Peppe in consiglio. Ma mai dimenticherò quei mesi di straordinaria politica, di mia formazione, di apertura della politica. Sono stata nuovamente con lui recentemente a Parigi al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dove,nonostante il grave stato di salute, si muoveva come un leone. Grazie Marco Pannella.”

Un uomo che ha unito le anime di destra e di sinistra: Gianni Chiodi, presidente emerito della Regione, ricorda l’amico, il riformatore, il concittadino. “La mia prima tessera è stata quella radicale, ma oggi ad andarsene è l’amico prima ancora dell’ispiratore di tante battaglie radicali, non tutte mie. Oltre al dolore, rimane la fierezza del segno che il nostro concittadino ha lasciato nella storia politica e civile di questo paese senza, per di più, aver ricoperto ruoli di governo. Senza aver avuto il riconoscimento, dovuto, di senatore a vita. Oggi tutti sono Pannella, me ne compiaccio, ma il mio auspicio è che, al di là delle frasi di circostanza, viva il suo esempio, la ricerca infaticabile di un riformismo autentico e mai fine a se stesso, mai puntato sul mero consenso ma sulla necessità di rendere più giusta, né migliore né peggiore, la nostra società”.

“L’Abruzzo ha perso uno dei suoi figli migliori. Marco Pannella con la passione e la determinazione che metteva in ogni sua impresa, era un tutt’uno con i diritti civili, con la non violenza e per la libertà”, a dirlo è il Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. “La sua terra la portava con sé e la interpretava attraverso il suo carattere volitivo e  caparbio. Consigliere regionale all’Emiciclo nel corso della Quinta Legislatura, nel 2014 ho avuto l’onore di conferirgli la medaglia Aprutium, nel corso di una seduta solenne dell’Assemblea regionale, per il suo lungo magistero di Uomo e di Politico impegnato in tante battaglie in difesa della democrazia – ricorda Di Pangrazio –  Non potrò mai dimenticare l’incontro privato nel mio ufficio. Un incontro carico di umanità e ricordi che hanno percorso ogni angolo della nostra  regione: una sorta di dichiarazione d’amore incondizionato per l’Abruzzo, di cui ricordava luoghi e volti delle tante persone che con lui hanno condiviso lotte e speranze. Interpretando il pensiero dell’Assemblea che rappresento – conclude Di Pangrazio – mi inchino davanti alla storia di Marco Pannella, davanti all’uomo, al cittadino illustre della nostra terra”.

Parla invece di chiusura di una fase storica dell’Italia Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila. “Marco Pannella ha condotto battaglie di grande modernità, modernizzando la cultura del Paese, nei sentimenti popolari, nelle abitudini, negli interessi del “quieto vivere” ed esercitando fino in fondo il vero ruolo di un leader politico, quello cioè di indicare percorsi nuovi e originali, trasformando ed emancipando la coscienza di intere collettività. I visionari delineano strade che i saggi, poi, percorrono. Marco Pannella, – ha proseguito Cialente –  accanto a questo, ha avuto un altro pregio, raro. Il coraggio di affermare le proprie idee e di battersi sempre per esse.  Ho avuto il privilegio di vivere con lui, nel 1990, l’esperienza di “Convenzione Democratica”, la famosa lista della Genziana. Esperimento avanzatissimo, allora non compreso, che prefigurò, con anni di anticipo, quella che poi sarebbe divenuta l’alleanza dell’Ulivo. Anche allora L’Aquila fu laboratorio politico, come lo era stata per la nascita della prima giunta comunale di centro sinistra. Una strana alchimia di questa città, capace di esprimere comunque, di volta in volta, avanzati blocchi di classe dirigente politica, spesso avanguardia culturale in Italia. Un’esperienza indimenticabile, molto formativa, che mi fece conoscere un modo completamente diverso di essere e di vivere la politica. Negli anni successivi, soprattutto nella mia esperienza parlamentare, ho nuovamente incontrato molte volte Marco, mi sono sentito con lui telefonicamente, a volte anche con sinceri, leali, decisi scambi di opinione. Ricordo anche quando, dopo il sisma, volle tenere all’Aquila, nel tendone di piazza Duomo, divenuto in quel periodo agorà della città, l’assemblea del Partito Radicale. Come tanti italiani anch’io mi sento di ringraziare questo abruzzese tenace, visionario, capace di grandi sogni e di ammettere le proprie debolezze, in primis quel suo tabagismo che ostentava simpaticamente. In questo momento, però, non posso non ricordare un episodio in cui lo sentii soprattutto amico, con un atteggiamento paterno. Quando, nel gennaio 2014, in seguito al pesantissimo attacco mediatico che, a livello nazionale, si scatenò su di me e sulla mia famiglia, per due avvisi di garanzia ad altrettanti miei stretti collaboratori, decisi di dimettermi, la sera successiva Marco mi chiamò a casa. Fu una telefonata di solidarietà affettuosa, di incoraggiamento, di rinnovata stima, di analisi politica precisa di quello che mi stava capitando ma, anche, un severo richiamo alle mie responsabilità. Marco Pannella è stato un grande italiano – ha concluso Cialente –  e mi fa piacere pensare che è l’Abruzzo, la sua Teramo, che lo ha regalato all’Italia”.

Anche Lelio De Santis, segretario regionale IDV, ricorda il leader radicale: “Marco Pannella se n’è andato, ma rimangono le sue battaglie vere che hanno contribuito a rendere la nostra società migliore, con più diritti e più libertà per tutti.”

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(e.f.)