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Notificash, con la app made in Aq i guadagni sono solo virtuali

di Eleonora Falci

Notificash era nata come una app per smartphone che faceva guadagnare qualche euro leggendo dei semplici messaggi pubblicitari. Il nostro giornale ne aveva parlato un anno fa circa, diffondendo la nota arrivata in redazione dagli stessi creatori della app, un gruppo di giovani provenienti dalla provincia dell’Aquila.

In un anno Notificash ha avuto più di 100.000 download e prometteva di “regalare soldi in cambio di notifiche adatte a te”, così come cita la descrizione della app sul Play Store. Appena raggiunti i 2 euro (ogni notifica letta accumulava nel salvadanaio un minimo 2 centesimi) si poteva riscuotere il guadagno, tramite ricarica Paypal o ricarica telefonica. Invogliante sicuramente, per i clienti ai quali comunque non pesava cliccare su una, massimo due notifiche al giorno dando, in cambio, il proprio numero di telefono e comunicando i propri interessi.

Ma da febbraio, circa, qualcosa è iniziato ad andare storto. Sono arrivate alla nostra redazione diverse segnalazioni prima di cambiamento in corsa delle regole di riscossione, poi di vera e propria scomparsa sia dei guadagni sia dei creatori della stessa app.

“Questi signori sono praticamente scomparsi ( o quasi) e non hanno pagato i crediti maturati agli utenti, dapprima bloccando l’invio di notifiche a coloro che stavano per raggiungere il valore minimo ‘incassabile’ (2 €) e poi innalzando l’importo minimo per la richiesta del credito a 5 €.” ci segnala un lettore de IlCapoluogo.

“Se date un’occhiata alle recensioni sulla app vi accorgerete di quanti utenti lamentano questo comportamento.”

E difatti, piovono critiche e lamentele sia sui commenti alla App nel Play Store, sia su Facebook, nelle pagine nate per promuovere la app ma che non sono quelle ufficiali. “Uno schifo”, “Solita sòla italica” e l’immancabile invito a Striscia la Notizia ad intervenire.

notificash: i commenti degli utenti
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“Inoltre, sembra che per chi avesse avuto la ‘fortuna’ di richiedere i 2 € con accredito su paypal gli sia stata richiesta una commissione di 1,50€ e  i 0,50 € restanti non gli siano stati neppure accreditati.” prosegue la segnalazione.

Non c’è che dire: partita con i migliori auspici, questa app si è letteralmente volatilizzata e con essa i guadagni che prometteva. Non ci sono risposte ufficiali da parte dei creatori ai tanti commenti negativi, non c’è più la pagina ufficiale su Facebook e il credito è rimasto solo virtuale. Anche noi abbiamo provato a contattare gli amministratori all’indirizzo segnalato senza, per ora, avere risposta: e ovviamente, qualora arrivasse, ve la forniremo.

“Dillo al Capoluogo” è la rubrica in cui potete  raccontare tutto quello che non va attraverso il tradizionale indirizzo di posta elettronica:  ilcapoluogo@gmail.com oppure attraverso il servizio di messaggistica WhatsApp  (392 6758413)