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La Marsica chiede l’elemosina alla Regione

E’ notizia di questi giorni la vibrata richiesta da parte delle Associazioni di categoria per il riconoscimento della Marsica quale area di crisi, in modo che il territorio possa beneficiare di qualche briciola di finanziamento pubblico (legge n.181/89) per rilanciare un’economia ormai ridotta ai minimi termini.

La Marsica chiede quindi l’elemosina alla Regione, dopo che la stessa Regione matrigna ha escluso questo territorio praticamente da tutto. Il declino economico della Marsica, in effetti, subisce una forte accelerazione nel 2014, quando il Governo regionale decide di escludere i Marsi dagli enormi benefici degli Aiuti di Stato (il cosiddetto 107.3.c). Da quella scellerata esclusione derivano i veri guai: da allora nessuna impresa rilevante, priva di importanti incentivi di Stato, si è più insediata ad Avezzano e contestualmente la Marsica è stata tagliata fuori dai progetti più significativi sia in campo infrastrutturale che di sviluppo economico.

Una coltellata alla schiena inferta a freddo, con Gianni Di Pangrazio nella postazione di Sindaco di Avezzano e Peppe Di Pangrazio a Presidente del Consiglio regionale. Forse i fratelli Di Pangrazio erano distratti, o forse no, ma fatto sta che da quando Gianni&Peppe occupano posizioni rilevanti nel governo della Marsica, questo territorio ha ottenuto soltanto spiccioli e promesse.

Come siamo ridotti! Quello che fu il fiero popolo dei Marsi, nell’opaca era del governo Gianni&Peppe, spera nel riconoscimento di “area di crisi”. Che triste fine per Avezzano, che secondo il Sindaco sarebbe dovuta diventare città leader delle aree interne e punto di riferimento della Regione intera! Che delusione, dopo che in due anni di Peppe alla Regione non si è riusciti a tirare fuori un ragno dal buco!

Un nulla di fatto. La guida politica di questi ultimi anni è, quindi, semplicemente disastrosa negli esiti: lo dicono le statistiche ed i fatti (le crisi industriali, l’agonia del Crab, la criminalità in aumento, ecc.), lo dice un sondaggio significativo che affonda la gestione del Gianni Sindaco e lo dice il divario crescente tra le promesse fatte dai due fratelli ed i risultati ottenuti (vogliamo parlare delle bufale ricorrenti sull’apertura dell’Interporto, del Progetto Marsica, delle Accademie di cucina e quant’altro?).

La Marsica sotto la cappa della Premiata Gianni&Peppe è ormai addormentata, piegata ed umiliata: ha inghiottito l’esclusione del territorio dagli aiuti di Stato per le nuove imprese, ha deglutito lo stato di coma assistito in cui la Regione tiene un gioiello come il Crab, ha subito i tagli al sistema dei trasporti, ha patito il potenziamento dell’Interporto di Manoppello a danno di quello mai aperto di Avezzano, ha subito le prese per i fondelli di D’Alfonso sul Progetto Marsica mai attuato.

La Marsica è out, questa è la verità vera. Basti pensare che alla firma del protocollo ANAS sulle opere strategiche regionali non è stato neppure invitato il Gianni Sindaco, che pure della Marsica si espone sistematicamente come rettore e leader e punto di riferimento (ma de che?).

E tra i silenzi più assordanti, ancora, dopo l’esclusione dei Marsi dal beneficio delle opere strategiche, è quello del fratello Peppe, che non ha ritenuto neppure di fare una protesta sull’osceno misfatto perpretato a danno della sua terra (attendiamo pubblica smentita).

Eh sì, è quello stesso Peppe che un giorno sì e l’altro pure, quando era consigliere regionale d’opposizione, strillava con Chiodi per gli scippi subiti da Avezzano e per la mancata apertura dell’Interporto. Ora che è presidente del Consiglio e gli scippi sono più gravi e l’Interporto è più chiuso di prima, è meglio tacere, forse, per evitare polemiche con il  gran manovratore D’Alfonso.

Nelle politiche regionali, nell’epoca Gianni&Peppe, non vi è quasi traccia di questo lembo d’Abruzzo chiamato Marsica, a parte gli ordinarissimi interventi previsti dai programmi settoriali.

Fin qui la cronaca. E’ evidente che nella Marsica non mancano problemi gravi, ma il territorio non riesce ad esprimere alcuna spinta politica significativa per convincere la Regione a fare qualcosa per Avezzano e comuni, mentre ben altro trattamento è stato riservato all’Aquila che potrà contare di un pacchetto di opere importantissime. Insomma, ancora uno smacco pesante per Gianni&Peppe, partiti come i rettori della Marsica e finiti in una palude di promesse irrealizzabili e sullo scivoloso terreno dell’inconcludenza.

E’ il caso di richiamare ancora il cartello sarcastico che i lavoratori del Crab, delusi da montagne di promesse,  affissero ai cancelli tanto tempo: “Fratelli Di Pangrazio, Vi ringrazio”. Da allora nulla è cambiato ed anzi qualcosa è addirittura peggiorato….

L. S.