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Call center, sulle strade del Giro la protesta contro la H3G foto

di Eleonora Falci

Lo avevano annunciato ieri: avrebbero protestato contro la prospettiva di essere licenziati a causa della perdita della commessa di H3G da parte del loro call center. E da stamattina i lavoratori della Globe Network sono scesi per le strade della città per manifestare appieno il loro disappunto per una vicenda che è precipitata nel giro di poche ore.

In mattinata si sono posizionati di fronte alla Caserma Pasquali e c’è un motivo: la 3, infatti, è uno degli sponsor del Giro d’Italia che oggi passerà proprio per l’Aquila e di fronte al loro presidio.

altre foto manifestazione contro licenziamenti call center globe network

altre foto manifestazione contro licenziamenti call center globe network

altre foto manifestazione contro licenziamenti call center globe network

Manifestazione contro licenziamenti call center Globe Network

Il call center dell’Aquila si trova nell’ex polo elettronico dell’Italtel e ha come unico committente l’operatore telefonico H3G: la società ha fatto sapere solo ieri mattina ai suoi dipendenti che da lunedì prossimo le telefonate in entrata andranno via via diminuendo fino alla fine di giugno, data in cui si interromperà la collaborazione con il cliente H3g.

Una protesta civile e molto partecipata: sindacati e lavoratori in strada per scongiurare moltissimi licenziamenti. I lavoratori hanno dei cartelli al collo con su scritto licenziato.

“Il licenziamento dei 234 addetti aquilani di Global Network, operatori per il call center di Tre, rappresenta se confermato un colpo durissimo per i lavoratori e per l’economia della città.” dice Goffredo Juchich, Segretario Comunale Prc L’Aquila. “Probabilmente, in questo momento, 234 posti di lavoro rappresentano una delle principali realtà occupazionali cittadine ed è un dovere di tutti mobilitarsi per difendere questi posti di lavoro. La politica, con i suoi rappresentanti a ogni livello, e i sindacati convochino immediatamente un tavolo tecnico per individuare tutte le strade possibili per uscire dallo stato di crisi e costringere Tre a non abbandonare la città dell’Aquila.”

“Vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai lavoratori di Globe Network. Avere parlato con loro nel corso della manifestazione dà la conferma della giustezza delle loro ragioni”. -lo affermano  Pierpaolo PietrucciConsigliere regionale Partito Democratico, e Stefano Palumbo, Capogruppo Partito Democratico Consiglio comunale L’Aquila. “Siamo in contatto costante con il vicepresidente della Giunta regionale e il sindaco dell’Aquila per la risoluzione della vicenda (costanti e continui i contatti anche con l’azienda e il fornitore), che va affrontata con un approccio a due livelli. Anzitutto fare fronte all’emergenza, e trovare per i lavoratori coinvolti una soluzione che ne tuteli reddito e professionalità. Poi aprire un tavolo e un ragionamento per fare in modo che il grande bacino di lavoratori e competenze che si è sviluppato all’Aquila negli ultimi anni e che fa riferimento al settore dei call center sia opportunamente non solo difeso, ma anche valorizzato. Convince l’idea, avanzata da Lolli, di lavorare per fare nascere un polo che possa gestire lavori più complessi e sofisticati. Di certo un settore di questo peso non può andare avanti con la precarietà che c’è stata finora; siamo stati tra i primi a portare i lavoratori dei call center all’attenzione della politica, e assieme a Giovanni Lolli ci stiamo adoperando perché la loro professionalità non venga dispersa ma che anzi sia carburante e linfa per la rinascita della città”.

Intervengono anche i salviniani Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo, Daniele Ferella: “Riteniamo che la politica debba sostenere attraverso azioni concrete il settore dei call center che, in  città, vede impiegati migliaia di addetti e, pertanto, costituisce una costola della nostra economia. Un sostegno che deve attuarsi tramite l’individuazione di programmi di sviluppo e di risorse adeguate, da reperire nell’ambito dei fondi per lo sviluppo. In questo senso, pertanto, Comune e Regione devono porsi in prima linea a difesa del settore e a tutela dei lavoratori. Vanno assicurate politiche di sostegno e risorse certe. La nostra città, già alle prese con una difficile ricostruzione e con una crisi economica che portato alla chiusura di aziende e attività produttive, non può permettersi di assistere inerte a un ulteriore perdita di posti lavoro, ai danni di centinaia di giovani e di famiglie”.

“Solidarietà e vicinanza, ma anche impegno concreto al fianco dei lavoratori di Globe Network, call center dell’Aquila, per i quali si profilano settimane di incertezza, con la spada di Damocle del licenziamento”. Lo dice la senatrice del pd Stefania Pezzopane, eletta in Abruzzo.
“La Globe Network – prosegue Stefania Pezzopane – si trova in cattive acque, la vicenda è complessa, ma ci stiamo attivando, insieme con il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, per evitare che più di 200 persone perdano il lavoro. Sono in contatto con i vertici di H3g per verificare tutto quanto possa essere fatto per salvare lavoratori e commessa. La situazione è difficile anche per i dipendenti di E-Care, il call center di Monticchio, dove sono a rischio 60 posti di lavoro. L’obiettivo delle prossime settimane sarà verificare la disponibilità di altre aziende che, nel caso del call center del polo elettronico, starebbero manifestando interesse. Dovranno assumersi l’impegno di reinserire il personale già occupato e qualificato. E’ proprio questo l’obiettivo di un disegno di legge che ho presentato in Senato, con cui propongo la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori dei call center e per stabilire dei requisiti seri per le commesse in questo settore. In sostanza, il disegno di legge prevede per le aziende  che vincono nuovi appalti l’impegno a riassorbire  il personale già impiegato, non solo per tutelare i posti di lavoro, ma per avvalersi di lavoratori già formati e in grado di offrire un servizio di qualità. Queste lavoratrici e lavoratori sono capaci e competenti – conclude Pezzopane – è inaccettabile che possano essere mandati a casa”.