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Sugli spalti l’Aquila vince sempre

di Eleonora Falci

Una stagione terribile quella che si sta concludendo per l’Aquila Calcio: la squadra dovrà giocarsi la permanenza in Lega Pro ai play out contro il Rimini, in una annata che era partita con ben altri auspici, sulla quale è piombato poi il ciclone calcioscommesse e infine una incredibile quanto inopportuna sfilza di sconfitte (salvo la vittoria di ieri) con tanto di esoneri e ritorni sulla panchina rossoblù.

Eppure c’è un motivo di gioia e orgoglio, anche in questa disgraziata stagione, per chi tifa l’Aquila Calcio: sugli spalti del Fattori (poteva essere l’Acquasanta… ma questo è un altro, ampio, discorso) l’Aquila ha sempre vinto. I Red Blue Eagles sono stati la colonna portante di questa squadra, in trasferta come in casa: colorati, ingegnosi e, soprattutto, sonori.

Un vero e proprio spettacolo: così tanto da essere da esempio (e fonte d’imitazione, diciamolo) per le tifoserie di mezza Europa. ‘Un giorno all’improvviso‘ è nato alla fine del 2014 e si ispira a L’Estate sta finendo dei Righeira: correva l’anno 1985. Un successone che viene rispolverato e reinventato dai Red Blue Eagles, che adattano le parole all’Aquila Calcio 1927

Un giorno all’improvviso..
mi innamorai di te!
Il cuore mi batteva, non chiedermi perchè?!
Di tempo ne è passato, ma sono ancora qua..
e oggi come allora..
io grido L’Aquila!!!

Alé, alé, alé… sei tutto tu per me

Piace talmente tanto che in poco tempo inizia a girare l’Italia. Prima in altri stadi di Lega Pro, poi arriva al Ferraris di Genova, allo Juventus Stadium e infine approda al San Paolo di Napoli dove gli ultras, di fatto, emulano i colleghi bianconeri con non poche polemiche (O surdato nnamurato ha definitivamente lasciato il posto alla versione rivisitata del ‘nostro’ Un giorno all’improvviso). Succede così che una ‘cover’ di un coro inventato dagli ultras rossoblu’ diventi magicamente napoletano: Sky, Mediaset, Rai non approfondiscono più di tanto e diventa più o meno ufficialmente il nuovo inno del Napoli.

Da Napoli però – dove viene cantato addirittura anche in chiesa – oltrepassa i confini territoriali: lo canta Maradona, lo cantano in Portogallo, lo cantano in Spagna prima i tifosi dell’Atletico Madrid e poi quelli del Tenerife.

Un tormentone vero e proprio, di cui i tifosi aquilani possono andare fieri. Ma non solo: è ancora dagli spalti aquilani che nasce il tatuaggio dello juventino Sturaro che si ispira proprio ad uno striscione rossoblù, il celebre “Osare e lottare, senza mai indietreggiare”.

Insomma, sugli spalti l’Aquila e i suoi tifosi hanno sempre vinto. Lodati, applauditi, imitati (un po’ come la Settimana Enigmistica… la più imitata nel settore!)

L’unica speranza è che la squadra ce la metta davvero tutta per rimanere in questa categoria, onorando una tifoseria che merita palcoscenici ben più prestigiosi.