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Passaggio a livello blocca il 118, progetto strada alternativa

La morte di Enrico Parlante, l’uomo di 67 anni che ha perso la vita nei giorni scorsi a causa di un infarto e ritardo dei soccorsi, non ha lasciato indifferente la comunità di Fagnano. (leggi: Passaggio a livello blocca l’ambulanza, muore di infarto). Soprattutto per il sentimento di impotenza che pesa come un macigno su una vita che forse si poteva salvare. 40 minuti e non 20, come scritto erroneamente ieri, sono trascorsi dalla chiamata al 118 fino all’arrivo dell’ambulanza. Il problema è il passaggio a livello: se trovi le sbarre abbassate devi attendere 20 minuti. Ma un infarto non può attendere.

C’è una strada alternativa per raggiungere il paese in caso di emergenza?Sì c’è, si tratta dell’antico ponte romano di Campana che è interessato da un progetto che ora è sul tavolo dei sindaci. E’ stato presentato due mesi fa e prevede la sistemazione del ponte che ha riportato danni a causa del terremoto. E’ una via transitabile ma c’è il divieto per i mezzi pesanti. Servirà anche per il passaggio dei mezzi della ricostruzione. Stanno facendo dei sopralluoghi più approfonditi. Intanto può essere una soluzione tampone anche se l’ambulanza ha dei tragitti prestabiliti e non tutti si assumono la responsabilità di percorrere strade alternative. Ma se si regolarizza il tutto questa può essere una soluzione alternativa.” – dichiara a IlCapoluogo.it il sindaco Francesco D’amore. 

Ancora una volta, nel pieno dolore di un lutto, si evidenzia il problema della difficoltà nei soccorsi nella zona. Ne discutono i residenti:  “Se il treno arriva da Sulmona la sbarra resta abbassata 20 minuti. Se arriva dall’Aquila molto meno, circa cinque minuti di attesa”- spiega un residente di Fagnano. Il sindaco D’Amore ricorda che in passato si verificarono due episodi simili: “Vigili del Fuoco bloccati in piena emergenza incendio sulla montagna di Campana e mezzo del 118  fermo al passaggio a livello che avrebbe dovuto soccorrere un residente colto da ictus”.

Il sistema automatico che regola le sbarre dei passaggi a livello comporta anche questi problemi, prima c’erano i casellanti che avevano il compito di abbassare e alzare manualmente le sbarre per fermare il traffico durante il passaggio dei treni e l’attesa era decisamente minore.  La problematica che in questo caso vede protagonista la zona di Stiffe e Fagnano, ma riguarda molti altri paesi,  è stata oggetto di incontri. L’attuale sindaco D’Amore, insieme a quello precedente Mauro Fattore, scrisse al Prefetto segnalando il rischio per la pubblica incolumità della popolazione di Campana. A questo seguì un incontro con i responsabili delle Ferrovie dello Stato di Ancona, ma nulla è stato risolto. “Il Prefetto non fece niente. Questi problemi non c’erano con i capostazione perché le sbarre venivano abbassate quando il treno era a Fontecchio.  Il pericolo di rimanere bloccati lo viviamo da quando le Ferrovie dello Stato hanno elettrizzato la tratta ferroviaria Sulmona-L’Aquila”.

Una soluzione c’è e venne proposta, ma si tratta di un intervento importante e a carico dell’amministrazione comunale: “Spostare i sensori che regolano le sbarre dalla stazione di Beffi a quella di Fontecchio costa 100.000,00 euro e parliamo di almeno di 12/14 anni fa”. Impensabile che un piccolo comune possa farsi carico di una spesa così esosa per risolvere un problema creato dalle stesse Ferrovie.