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Stop al panico! Manovre salvavita pediatriche

di Roberta Bernardi*

Ciò che comunemente viene chiamato “attacco di panico”, è un momento di paura intensa connessa al fatto che l’organismo entra in contatto con un’esperienza fortemente destabilizzante e priva di riferimenti familiari, per cui attiva le risposte connesse alla paura.
Durante un attacco di panico, il nostro organismo può reagire con diverse modalità:
-terrore, paura intensa, angoscia per qualcosa di terribile
-paura di morire o di perdere il controllo
-respirazione veloce e superficiale
-iperventilazione
-tachicardia, aumento della frequenza cardiaca, palpitazioni
-tremore
-forte sudorazione
-nausea e senso di vomito
-imminente “chiusura dello stomaco”
-sensazione di formicolio soprattutto agli arti
-vertigini
-sensazione di soffocamento, affanno, difficoltà a respirare
-afonia, difficoltà a emanare suoni vocali, gola secca
-senso di confusione mentale
-tremore del corpo, piccole scariche
-distorsione percettiva, sensazione di essere separati dal corpo
-vampate di calore o brividi di freddo
-pianto, bisogno di urlare.

L’attacco di panico in sé non è patologico, anzi è una sana reazione dell’organismo ad un pericolo avvertito. Diventa patologico quando non riusciamo più a gestirlo e quindi la paura, prendendo il sopravvento, ci inibisce a tal punto da farci sfuggire di mano la situazione che diventa così ingestibile.

Avere un controllo totale dell’evento diventa necessario specialmente quando ci troviamo di fronte a nostro figlio con problemi di soffocamento. Questa è una situazione nella quale è facilissimo perdere il controllo e farci sopraffare dal panico. Una maggiore consapevolezza della propria esposizione agli errori, la predisposizione a sottoporsi a corsi e training dedicati, volti ad acquisire maggiore conoscenza delle strategie possibili da attuare per minimizzare la possibilità di errore, possono determinare la crescita di una maggiore consapevolezza e gestione dell’evento. E’ importante quindi che la mamma (o il  papà) sappia riconoscere se i suoi stati ansiosi, durante eventi stressanti, siano patologici oppure no. Solo nel caso di ansia che crei un disagio tale da inficiare le prestazioni nel ruolo di genitore, bisogna correre ai ripari. Se si tratta invece di ansia costruttiva, che rende la mamma efficiente, si può imparare a conviverci.

Ai fini di questa valutazione si possono passare in rassegna a mente fredda le situazioni concrete vissute dalla mamma (grave imprevisto, problema di salute del figlio, decisione difficile da prendere), andando poi a vedere se l’ansia in quei momenti le aveva impedito di raggiungere un risultato ottimale per il bene del figlio oppure al contrario l’aveva resa una mamma efficiente e migliore. Solo nel primo caso occorre affrontarla come un problema e iniziare la battaglia contro l’ansia insieme ad uno specialista.

La situazione si complica in caso di soffocamento del figlio, è qui che mamma deve essere pronta ad intervenire gestendo l’ansia e la paura al fine di non impedire un tempestivo intervento. Conoscere cosa fare è sicuramente un buon medicinale contro l’ansia e il panico. Frequentare un corso o una lezione sulla disostruzione pediatrica ci aiuta ad affrontare tutte quelle situazioni di emergenza sanitaria che possono capitare (e capitano) ai nostri bambini e ci danno una grande sicurezza e serenità per gestire al meglio l’evento.

A tal proposito, voglio ricordavi che oggi, 7 maggio presso il negozio Asciuttissimi, gestito da Lara Di Carlo, in via Manzoni n.2, gli istruttori della Croce Rossa terranno dalle 16 in poi una lezione sulle manovre salvavita pediatriche. Una bella iniziativa da non perdere!

foto Roberta Bernardidi Roberta Bernardi per Psicologiamo.
35 anni, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Roberta ha recentemente dato alla luce Azzurra ed Aurora. Attualmente impegnata in PhD presso l’Università degli Studi di L’Aquila, è specialista in psicopatologia infantile e adolescenziale con annesse problematiche familiari. BLOG: PSICOLOGIAMO