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S.Pietro Celestino V e S. Bernardino da Siena grandi Aquilani

di Floro Panti

Celestino e Bernardino sono da secoli sempre vivi nella devozione e nel cuore degli aquilani e l’annuo volgere delle loro festività, segna tuttora una data lieta e cara per tutta la cittadinanza.

Tuttavia, più che considerare il culto ad essi tributato e la loro missione spiccatamente religiosa è opportuno rimarcare il significato storico che la loro presenza ha assunto negli annali della città. L’Aquila infatti non può non vedere in Celestino prima e Bernardino dopo, un fattore prezioso e insostituibile del processo della sua storia, tanto che sarebbe assai difficile tracciare obiettivamente il cammino percorso, non solo sotto il profilo religioso, culturale, politico ed economico, prescindendo dalla presenza, di queste due eminenti figure.

I due appaiono sulla scena della storia cittadina in momenti di alti e decisivi destini.

Celestino appare quasi all’alba del prestigioso cammino ascensionale, dopo la resurrezione dalla distruzione manfrediana.

Bernardino, invece, quasi al crepuscolo di quel libero comune, che aveva stupito per la singolarità del sorgere, del costruirsi e governarsi fino al supremo disperato grido della antica “Aquilana Libertas” del 1486. La presenza all’Aquila di questi due uomini santi fu ispiratrice di elevazione spirituale, fu suscitatrice di vasti movimenti religiosi e sociali, ma fu pure incitatrice e stimolatrice di progresso culturale, politico e economico.

Grazie a Celestino V che viene incoronato Pontefice all’Aquila, il 29 Agosto 1294, questa è in un certo senso, solennemente presentata al mondo come una del novero delle più illustri comunità cristiane d’Europa, che si perpetuerà nei secoli seguenti, soprattutto per la “Perdonanza”.

Grazie a Bernardino, che viene qui a dormire il sonno della pace il 20 maggio 1450, la nostra città vede sorgere, tutto un fiorire di intraprese religiose e sociali, che porranno L’Aquila quale ideale centro nella lotta per il trionfo del movimento di riforma del ‘400, ed in essa converranno migliaia di Francescani per i loro Capitoli generali (1452. 1472, 1495) rendendola, insieme , desiderata tappa ed ambitissimo pulpito dei più rinomati predicatori del secolo.

Celestino e Bernardino non sono quindi semplicemente “Patroni” della Città dell’Aquila, ma ne sono stati amici, illustratori e benefattori. E continuano ad essere amati ed invocati “Custodi”, associati l’un l’altro per divino disegno. A Bernardino, infatti, in viaggio verso l’Aquila, gli si fece incontro Celestino a confortarlo per l’ora imminente, e ad annunziargli che sarebbero stati costituiti “Avvocati” della città dalla pietà dei suoi abitanti, che ne avrebbero ricordato la morte per l’uno il 19 di maggio e per l’altro al giorno seguente, quasi a significare il continuato tributo di pietà e debito di gratitudine e di amore.