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Bilancio, nulla di fatto. Diffida in agguato

di Angelo Liberatore

Nella sede comunale di Villa Gioia tira sempre più aria di diffida prefettizia: sabato 30 aprile, infatti, scadranno i termini per dare il via libera al Bilancio Consuntivo 2015 ed al Preventivo 2016. I documenti, però, sono ancora di là da venire.

Raffigurazione plastica di questo stato di cose si è avuta in mattinata, nel corso della seduta di Assise che, tra i punti all’ordine del giorno, avrebbe dovuto prevedere l’approvazione dei due strumenti finanziari.

Condizionale d’obbligo e rimasto tale: già dal momento della convocazione del Consiglio Comunale, infatti, era apparso chiaro a tutti come gli specifici punti di dibattito non avrebbero potuto essere discussi.

Per l’approdo in aula dei Bilanci, infatti, mancava una precondizione fondamentale, ossia la loro discussione in sede di Prima Commissione.

Andando con ordine, sul fronte del Bilancio Preventivo 2016 continua a permanere il nodo dei 24 milioni che, ad oggi non garantiti dal Governo, mancano al Comune per coprire maggiori spese e minori entrate dovute al sisma. Nell’attesa di capire l’intenzione dell’Esecutivo nazionale, la strada che l’Ente Civico intenderà percorrere dovrebbe essere quella di predisporre un cosiddetto “Bilancio tecnico”.

A caratterizzarlo, margini di manovra quasi nulli ed ulteriori sacrifici richiesti ai cittadini che, molto probabilmente, si troveranno a fare i conti con un aumento del 20% sulla Tari. Un provvedimento, quest’ultimo, che domattina approderà sul tavolo della Prima Commissione.

Per ciò che invece riguarda il Consuntivo 2015, sono ancora in corso i riaccertamenti dei residui e, di conseguenza, il documento non ha ancora avuto una calendarizzazione in Commissione Bilancio.

Insomma, alla luce di ciò anche la seconda convocazione di Assise (resasi necessaria a causa della mancanza del numero legale in aula e prevista proprio sabato 30 aprile, a partire dalle 10) non sarà risolutiva.

Quindi, come detto in apertura, la settimana prossima arriverà la lettera di diffida che, firmata dal Prefetto Francesco Alecci, delineerà l’orizzonte temporale (probabilmente il termine sarà di 20 giorni) entro il quale l’Amministrazione Cialente dovrà perentoriamente chiudere i Bilanci e portarli alla prova dell’aula.

Prova che, se non dovesse essere superata, si tradurrebbe in maniera automatica nello scioglimento del Consiglio comunale.