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L’Anpi e cinque Comuni uniti nel ricordo dei 33 martiri di Capistrello

La pioggia non ha fermato, ieri, la voglia di rivalsa del passato. Partigiani di una vita intera ed eroi della libertà dell’ultima ora si sono ritrovati tutti a Capistrello, il giorno 25 aprile, Festa della Liberazione nazionale, per segnare la svolta della memoria. Ciciotti: «Da oggi, i 33 Martiri di Capistrello, grazie a 5 Comuni fratelli della Marsica, hanno ragione di esistere ancora».

Il bagliore di un’idea nuova, nella giornata di ieri, ha fatto sì che il Comune di Capistrello diventasse, per un giorno solo, il punto di incrocio di mille pensieri, tutti connessi al significato più recondito della Festa della Liberazione Nazionale. Ieri mattina, 5 Comuni, nello specifico Capistrello, Luco dei Marsi, Avezzano, Borgorose e Canistro, hanno siglato assieme all’Anpi Marsica ed ai rappresentanti dei parenti delle vittime di guerra, lo statuto di nascita dell’Associazione socio-culturale denominata ‘I Trentatré Martiri di Capistrello’.

33 martiri di Capistrello
33 martiri di Capistrello

«Oggi – ha affermato il primo cittadino, Francesco Ciciotti, sostenitore primo di un 25 aprile ‘allargato’ ad altre zone d’Italia oltre che della Marsica – si intende battezzare, attraverso una firma congiunta ufficiale, la prima associazione che rende davvero onore ad un fatto di sangue che significò, tanti anni fa, per un territorio intero, la perdita dell’anima. Un’anima che oggi, invece, viene riconquistata anche dai più giovani». 10 studenti prescelti, di fatti, frequentanti tutti l’Istituto comprensivo statale ‘Albert Bruce Sabin’ di Capistrello, ieri mattina, hanno dato una lezione morale alle tante ricerche di risposta degli adulti. È stato loro chiesto: i partigiani, in fondo, chi erano? E loro hanno replicato: «Dei semplici giovani che credevano fermamente in sé stessi, questo è l’insegnamento più grande e luminoso della Festa del 25 aprile».

33 martiri di Capistrello

Una sala consiliare gremitissima, quindi, con ospiti rimasti anche in piedi visto il grande afflusso di pubblico e di gente, ha salutato un 25 aprile che, a distanza di ben 72 anni, ha raccolto, sotto la pioggia battente, e per la prima volta in assoluto per il Comune di Capistrello, membri di associazioni combattentistiche diverse dal punto di vista geografico, ma non dal punto di vista spirituale. Napoli, Teramo, Chieti, Isernia e Roma: queste sono state solo alcune delle coordinate geografiche toccate, ieri, da un nuovo progetto comune. Politica locale, politica regionale (rappresentate, in questa sede, dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, dal consigliere regionale Berardinetti, dal consigliere provinciale Cipollone e da numerosissimi sindaci marsicani presenti), Anpi Marsica (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), rappresentata dal presidente Antonio Rosini, accompagnato dal vicepresidente D’Amico e Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, testimoniata, in questa circostanza, dal presidente per il Lazio, Antonio Bisegna, di nascita capistrellana, hanno segnato, assieme, un solco sicuro lungo la scia di una memoria collettiva sempre più in pericolo di evidente scomparsa.

Una copia dello statuto ufficiale di nascita dell’Associazione pluri-firmato è stata consegnata a tutti i rappresentati amministrativi dei Comuni maggiormente colpiti da un eccidio che segnò la storia italiana liberale di allora. Il tempo avverso, inoltre, non ha fermato nemmeno l’annuale marcia tradizionale del corteo verso il locale Sacrario dei 33 Martiri. «Questa associazione – ha specificato, infine, il presidente Bisegna – è dedicata a tutte le nuove leve della Marsica; a coloro, cioè, che, l’indomani, ascolteranno dentro al loro cuore, la voce di chi perì anche per una libertà non propriamente sua». Il Comune di Capistrello intende essere, quindi, oggi più che mai, non solo una comunità rispettosa della memoria, ma il vero luogo simbolo di una nuova avventura concettuale, che sottende l’idea di un’associazione che riassume sotto un’unica bandiera tutte le amministrazioni che portano ancorato al petto lo stemma della lotta alla violenza e all’odio. «Non mi piacciono le mura che si stanno innalzando ora in Austria. – ha chiosato, infine, il presidente Di Pangrazio – Non mi piace nemmeno l’aria che si respira in quei posti in cui la libertà dell’uomo è ancora limitata. Ascoltando, oggi, il canto dei nostri ragazzi, dico solo che i valori della liberta sono racchiusi, alla fine, proprio nei loro pensieri, giovani ed energici. Oltre la siepe, – ha concluso – c’è sempre una luce diversa; Resistenza, oggi, significa soprattutto accoglienza verso l’altro».