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Vivere in via Sant’Andrea fotogallery

di Roberta Galeotti

Via Sant’Andrea, Via Cola dell’Amatrice, Piazzale Paoli… Prima del terremoto rappresentavano per ogni aquilano un piccolo spaccato di vita, dal 6 aprile 2009 sono per tutti il simbolo della devastazione, della nostra tragedia. La nostra tragedia… perchè nessuno può capire quello che continuiamo a vivere!

Sono tornata dopo 7 anni tra quei vicoli, quelle voragini, quei vuoti che sono stati riconquistati dalla natura… un contrasto tremendo sentire il profumo del lillà, nato tra le macerie, o vedere i fiori del glicine uscire da quei vuoti…

Via Sant'Andrea, Via Cola dell'Amatrice

In quelle strade, ancora devastate, sono tornate a vivere alcune famiglie. Dei coraggiosi che, come molti aquilani, hanno dovuto combattere per riuscire ad ottenere qualunque cosa, dall’allaccio delle utenze alla raccolta dell’immondizia o, addirittura, alla percorribilità delle strade di accesso. Ebbene Via Sant’Andrea e Via Cola dell’Amatrice, pur non essendo più Zona Rossa, sono tutt’ora vincolati da un divieto di accesso per l’incolumità delle persone messa a rischio da alcune parti non sicure che si affacciano sulle vie.

Via Sant'Andrea, Via Cola dell'Amatrice

I coraggiosi NUOVI RESIDENTI di queste martoriate vie vivono in mezzo alla devastazione, nella desolazione più totale. Hanno dovuto battersi anche per il ripristino di un lampione, unico superstite dei crolli, che è stato alimentato con un filo volante dal palazzo dell’ex Abruzzo Engineering ed il cui vetro rotto del lampadario è stato riattaccato con lo scotch nero da elettricisti.

Ma, nonostante tutte queste problematicità, la denuncia dei residenti al Capoluogo è nata per la difficoltà di collegamento del ‘quartiere’ al resto della città. Unica via di accesso, e di uscita, a Via Sant’Andrea è via XX Settembre, che da 3 mesi è senso unico a salire; questo comporta che ogni uscita obblighi i residenti a rifare il giro di tutta la città per riprendere via XX Settembre dal Tribunale.

Via Sant'Andrea, Via Cola dell'Amatrice

Un vero incubo che li porta a scontrarsi con il traffico di via XX settembre e con i mezzi ingombranti della ricostruzione che spesso ostacolano il loro passaggio su Via Sant’Andrea. Le altre due strade, che consentirebbero un’apertura alternativa verso piazzale Paoli o la villa Comunale, sono rese inagibili una, Via Vincenzo De Bartholomaeis, dalla voragine che si è aperta la notte del terremoto e l’altra, Via Generale Francesco Rossi, da un muro pericolante di una villa.

Si è messo in sicurezza tutto il centro storico, possibile che non si possa intervenire per rendere più agevole una situazione già alquanto insostenibile per queste persone?

Via Sant'Andrea

I residenti si sono rivolti a tutti gli uffici comunali competenti alla ricerca di soluzioni, ma non sono stati aiutati.

L’enorme voragine che si è aperta su Via Vincenzo De Bartholomaeis, tra l’altro, non è segnalata a dovere, e ora che la zona inizia ad essere frequentata sia dalla parte di Piazzale Paoli che da Via Sant’Andrea, il rischio che un’auto o qualcuno ci cada dentro non è remoto, soprattutto di notte.

Via Sant'Andrea

Nessuno si prende la responsabilità di dichiarare sicure quelle due strade, nemmeno autorizzando i due interventi di messa in sicurezza. Intanto in troppi si riempiono la bocca di paroloni vuoti sulla ‘voglia di ripartire’ o la determinazione a ‘non mollare’ degli aquilani.

Ma poi i veri coraggiosi come vengono aiutati?

Una denuncia che si perpetra sulla pagine del Capoluogo da anni, che ha come protagonisti ora i commercianti del centro storico, ora i coraggiosi aquilani che hanno scelto di non andare via… nel silenzio assordante di chi potrebbe incidere sulle loro vite.