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Il sesso visto dall’uomo e dalla donna

Non è un caso se si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere: in effetti più o meno è questa la distanza “psicologica” che c’è tra di loro, e che incide anche nelle relazioni personali. Perché, al di là di quello che simbolicamente rappresentano questi due pianeti, quello che conta in questo caso è la distanza.

E quindi, in cosa siamo così diversi? Le donne sono più sensibili, sanno esprimere più calore e vivacità ma anche più apprensione e sono meno sicure di sè. Gli uomini invece sono più dominanti, legati alle regole e all’autorità, ma hanno meno fiducia nella vita, sono più sospettosi ma anche più disinibiti. Ci sono degli aspetti però equamente distribuiti: perfezionismo, vitalità, tendenza all’astrazione non vedono differenze tra i sessi.

Nell’uomo, il desiderio sessuale si fa strada durante la pubertà, sin dalle prime esperienze di masturbazione. Fino ai 50 anni è molto sviluppato, dopodiché comincia a scemare, complice l’andropausa, una diminuzione del testosterone che provoca un calo della libido.
Nella donna il desiderio nasce un po’ più tardi, ma aumenta con il tempo e l’esperienza. La maturità sessuale è intorno ai 35 anni. Quando la donna entra in menopausa, le ovaie generano meno testosterone e il tasso di estrogeni diminuisce. Nonostante i cambiamenti fisici, il desiderio non cala per forza, grazie ai condizionamenti psicologici. A questa età le donne hanno più tempo per pensare a se stesse e alla coppia, e si concedono più momenti dedicati alla sessualità.

Il desiderio maschile corrisponde a una pulsione, che proviene dall’interno, mentre quello della donna viene più che altro provocato, spesso dalla voglia e dall’eccitazione dell’altro, da un contesto favorevole, rilassato ma anche un po’ più pericoloso.

L’insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito “ciclo di risposta sessuale” e comprende 4 fasi:

eccitamento

plateau

orgasmo

risoluzione

Naturalmente l’intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all’altro, perché esiste un’importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell’orgasmo. Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l’eccitamento , costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche). Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell’eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l’orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall’efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. 

Le differenze di genere, sul tema sesso, sono riscontrabili anche nella quotidianità.

Perchè la maggior parte degli uomini vuole fare sesso la mattina, proprio quando le donne hanno meno tempo? Il tasso di testosterone nell’uomo con le primi luci del giorno aumenta del 30%, ecco perché la libido aumenta notevolmente.

Le donne, invece, per essere eccitate hanno bisogno di sentirsi rilassate, riposate e in linea di massima non avere pensieri. Il momento propizio è quindi la sera, una volta che i bambini sono andati a letto e i problemi dell’ufficio dimenticati.

Anche dal punto di vista delle stagioni, il bioritmo incide notevolmente sul desiderio sessuale. Le donne constatano che il desiderio si manifesta con più vigore con l’arrivo della primavera, mentre per gli uomini, il risveglio avviene più tardi, verso l’inizio dell’estate.

Insomma, siamo uguali o diversi? Forse siamo diversi, fosse solo per il fatto che siamo femmine e loro maschi.

Roberta Bernardi foto

di Roberta Bernardi per Psicologiamo.
34 anni, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Roberta ha recentemente dato alla luce Azzurra ed Aurora. Attualmente impegnata in PhD presso l’Università degli Studi di L’Aquila, è specialista in psicopatologia infantile e adolescenziale con annesse problematiche familiari. BLOG: PSICOLOGIAMO