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Casematte: assolti perché il fatto non sussiste

di Eleonora Falci

Assolti perché il fatto non sussiste: così si è pronunciato nel primo pomeriggio di oggi Giuseppe Grieco, Giudice del Tribunale dell’Aquila,nel processo che vedeva come imputati dodici attivisti aquilani, accusati di aver invaso ed occupato spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, ormai conosciuto come Casematte.

Una sentenza – non del tutto inattesa – che ha  messo la parola fine ad una diatriba spinosa fra la ASL 1(nella persona dell’allora manager Silveri) e gli attivisti del Comitato 3e32: la stessa ASL si era costituita parte civile in quanto proprietaria dei locali ed aveva chiesto anche un risarcimento danni economico. La richiesta è poi decaduta.

A far pendere la decisione dalla parte degli attivisti è la mancanza di arbitrarietà: il trasferimento da via Strinella, dove i ragazzi avevano allestito uno spazio ricreativo nei pressi del Parco Unicef nell’immediato dopo sisma, agli spazi abbandonati dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio fu infatti concordato con alcuni esponenti della Asl.

In attesa di leggere la sentenza, si può comunque affermare che è stata accolta in pieno la tesi degli attivisti del Comitato 3e32 che più volte hanno sottolineato come loro abbiano riqualificato uno spazio vuoto e abbandonato da anni, all’interno di un parco dimenticato da tempo, rendendolo un luogo pubblico pieno di vita e di iniziative culturali e sociali.

Un lungo applauso ha accolto la sentenza pronunciata dal Giudice Grieco.

All’esterno del Tribunale, un sit in è andato avanti per tutta la giornata. Foto e video dalla pagina Fb di Casematte

casematte presidio al tribunale

Una sentenza che arriva a poche settimane dall’insediamento del nuovo manager della Asl, Rinaldo Tordera: l’epoca Silveri si può dirsi ora definitivamente conclusa.

La soddisfazione del Comitato 3e32

“Dopo un processo durato anni, oggi finalmente CaseMatte è stata assolta. Un giorno importante per tutta la città, perché la sentenza riconosce questa esperienza pienamente legittima, anche dal punto di vista giuridico, dopo un’assurda persecuzione politica. Un passaggio importante su cui continuare a ricostruire il presente ed il futuro dell’Aquila. Oggi al processo erano presenti moltissimi cittadini in solidarietà con noi. CaseMatte, infatti, è stata difesa dalla città perché ci è dentro, ne fa parte.

L’esperienza di CaseMatte e del Comitato 3e32 ha dimostrato che un’altra ricostruzione è possibile. Anzi, è in corso. Da CaseMatte infatti sono fiorite tante realtà che contribuiscono quotidianamente a rendere migliore la vita in una città che ancora attraversa una fortissima crisi sociale ed economica. Ci sono oggi a L’Aquila degli spazi autogestiti di cultura, socialità ed aggregazione politica in cui tantissimi ragazzi stanno crescendo e sperimentando un modello di partecipazione attiva e di creazione di un cambiamento reale, in contrapposizione ad un modello di ricostruzione imposto dall’alto.

E’ quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare tutti i giorni, mettendoci i nostri corpi e tutto il coraggio di cui siamo capaci. Ancor prima che da un’aula di tribunale, siamo sempre stati legittimati dalla città e dalla comunità che la vive.

Questa vittoria ci dà lo slancio per continuare la nostra battaglia per la riappropriazione e riqualificazione di tutta l’area di Collemaggio. Ci siamo sempre impegnati contro svendite e speculazioni, per la creazione di una cittadella della creatività e di un’area per la salute di comunità. Siamo convinti che il futuro di Collemaggio passi da qui, e faremo di tutto perché avvenga, attraverso un percorso realmente partecipato e trasparente, come abbiamo chiesto con forza nel manifesto sul futuro di Collemaggio che abbiamo sottoscritto alcuni mesi fa insieme a tantissime associazioni e realtà attive sul territorio.

Innegabilmente, oggi ci sentiamo più liberi. Perché è stato riconosciuto anche sul piano legale il fatto che l’esperienza di Casematte rappresenta un valore per il futuro di questo territorio. Il nostro pensiero va al nostro amico e compagno di strada Fabrizio Pambianchi, che ci ha lasciato due anni fa, e che con la sua generosità e genialità ha contribuito alla nascita del 3e32, dimostrandoci che tutto era ed è possibile, continueremo a batterci ancora con maggior forza, per lui, per noi e tutte le migliaia di persone che in questi anni hanno attraversato e vissuto CaseMatte.

Fabrizio oggi sarebbe contento. E ancora insieme a lui stiamo già pensando a domani.”