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Teatro San Filippo: ‘Il restauro è quasi terminato’ foto

Se pensiamo al teatro nel cuore della città, quello che ha ospitato intere generazioni di studenti  con le rassegne per ragazzi,  se pensiamo alla storica compagnia teatrale L’Uovo, agli spettacoli serali immersi nella movida aquilana di un tempo, pensiamo al Teatro San Filippo.

Su Via Cavour già da un anno è tornata visibile la facciata. I lavori di ricostruzione post-sisma sono cominciati a metà 2013 e sono stati divisi in due lotti finanziati con 3,6 milioni. E’ terminato il complesso intervento di consolidamento strutturale dell’edificio, le finiture, la pulitura della facciata. Adesso si lavora all’interno, per il restauro dei preziosi apparati decorativi barocchi.

Teatro San Filippo

foto di Silvia Taranta

“I lavori di restauro procedono spediti.  Riapriremo, si spera, presto il primo spazio di spettacolo in una chiesa barocca” – afferma a IlCapoluogo.it Silvia Taranta responsabile della comunicazione del Segretariato Regionale Abruzzese del Mibact. “Sta per essere ultimato il restauro delle cappelle”, a cui lavora ininterrottamente Susanna Segarelli, direttore tecnico della parte decorativa, insieme al suo gruppo di lavoro che affianca le ditte Dipe Costruzioni e Igemaco di Chieti.

Teatro San Filippo

foto di Silvia Taranta

L’unico ostacolo da superare è “capire quando si potranno smontare i ponteggi del restauro e montare palco e graticcio. Tutto questo si sovrappone ai lavori dei sottoservizi in centro storico” – dichiara la dott.ssa Taranta che non si sbilancia sulla conclusione del cantiere.  Per completare il teatro, infatti,  bisognerà far arrivare il palco, costruito altrove, ma che verrà montato in loco. E’ necessario capire quando i mezzi pesanti potranno transitare in questa porzione di centro senza scontrarsi con il cantiere dei sottoservizi. Intanto durante i lavori sulle volte dei transetti e sull’altare, sono emersi affreschi sconosciuti. Anche in questo caso il terremoto ha svelato dei segreti. Silvia Taranta che segue con dedizione il recupero del patrimonio artistico e culturale della città si ritiene una vera privilegiata: “Questa è la parte bella del mio lavoro. Vado nei cantieri e vedo rinascere cose belle e sicure. C’è tanto da fare, ma tanto è stato fatto, i risultati dei lavori iniziati 3 anni fa si vedono, altri cantieri sono ancora in corso. Il restauro ha i suoi tempi. L’Aquila sicuramente è ancora una città ‘schizzofrenica’, fuori dal normale. Questo è un momento di transizione in cui stiamo riscrivendo la storia della città. Stiamo facendo piccole conquiste. Ogni cantiere ha la sua storia e ognuno di noi si emoziona di fronte a ciò che rinasce. Sentire suonare la campana della chiesa di Onna mi ha emozionato tantissimo”.