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Il camice in rosa: la medicina è sempre più donna

Sono sempre di più i medici donne che con loro portano non solo grande competenza, ma anche ascolto, comprensione ed empatia. L’analisi è stata fatta dal prof. Carlo Vicentini, Ordinario della Cattedra di Urologia dell’Università degli Studi di L’Aquila, intervenuto in una conferenza organizzata dall’International Inner Wheel Club di L’Aquila, presieduto da Lia Ferraro.

Carlo Vicentini, Professore di chiara fama per le sue eccellenti doti professionali e umane, ha magistralmente coinvolto un auditorium gremito, con il suo intervento su “Le donne e la medicina. Il camice in rosa: evoluzione del percorso   formativo”, affrontando   in   maniera   innovativa e   scientifica   tematiche   di   spiccato interesse e di grande attualità.

È stato analizzato il ruolo della Donna nella Medicina, sempre più protagonista, come rilevato dai dati statistici offerti dagli Atenei, dalle Organizzazioni sanitarie e dalle strutture ospedaliere e ne è emersa la sua “grandezza” come  operatrice   Sanitaria,   che   porta   con   sé   tutte   le straordinarie   doti   femminili   di   ascolto, comprensione ed empatia. Tutto ciò in piena coerenza con le stesse previsioni dell’ordinamento didattico del corso di laurea magistrale in Medicina.

Sono emerse, tuttavia, anche le difficoltà che i “Camici in rosa” ancora oggi incontrano in un’organizzazione sanitaria non completamente strutturata per le loro esigenze di Donne.

Ed ancora, con straordinaria sensibilità, è stata evidenziata anche la “grandezza” della Donna che genera la Vita e può prodigiosamente continuare a generarla come donatrice privilegiata dalla natura là dove le madri possono essere e sono, le più generose ed ottimali donatrici di rene nei trapianti da viventi. Al riguardo il Prof. Vicentini ha sottolineato come la più moderna tecnologia mini invasiva rende oggi questo complesso intervento eseguibile in totale sicurezza sia per la donatrice che per il ricevente e condotto sempre più urologi donne.

Le tematiche affrontate hanno coinvolto ed interessato tutto il pubblico presente, generando un dibattito sentito e coinvolgente, condotto dal giornalista aquilano Demetrio Moretti.