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Difensore Civico sì, Garante dei Detenuti no

di Eleonora Falci

L’avvocato Fabrizio Di Carlo è il nuovo difensore Civico della Regione Abruzzo: la sua nomina è arrivata alla quarta votazione, con sedici voti favorevoli. Il consiglio regionale ha così raggiunto uno degli obiettivi che si andavano stancamente trascinando da mesi negli ordini del giorno che si sono succeduti uno dopo l’altro.

Pareva dunque fosse la volta buona anche per la nomina del Garante dei Detenuti: ma così non è stato. Il problema, sottolinea il Presidente D’Alfonso, è che “nello Statuto della Regione Abruzzo non è prevista una via d’uscita alla maggioranza qualificata”. Che significa? Che non si hanno alternative all’approvazione se non la maggioranza qualificata: cosa impossibile allo stato dei fatti, visto che presupporrebbe il consenso dell’intera maggioranza unito a larga parte dell’opposizione, essendo la maggioranza qualificata pari a 21 sì.

E’ lo stesso D’Alfonso a fare un paragone fra le nomine: “La candidatura di Di Carlo non è stata un baluardo di appartenenza, ma di competenza. Così come quella di Rita Bernardini: chi è che ha più di lei il “demone interno” per questo ruolo?” ricordando ancora una volta che, se c’è uno che, per la sua appartenenza politica e per la sua formazione cattolica, dovrebbe essere contrario alla candidatura, sarebbe proprio lui.

Eppure non si arriva alla quadra. Uno spiraglio Forza Italia lo ha fatto intravedere, nell’intervento del consigliere Mauro Febbo: “Sul valore professionale e sulla stima nei confronti di Di Carlo non c’è dubbio. Avremmo preferito però che si aprisse un dibattito. Se ci fosse stata una apertura sul Difensore Civico, avremmo potuto discutere e aprire anche sul Garante. Ma così non è andata.” Una dichiarazione che fa capire che da parte di Forza Italia non ci saranno certo sconti.

Chi è sempre stato contro la nomina di Rita Bernardini, non fosse altro che per una sua precedente condanna che per le regole dei 5Stelle non può assolutamente renderla eleggibile, sono i consiglieri pentastellati che hanno chiesto si votasse per la nomina del Garante oggi. Richiesta respinta: “E’ una palese dimostrazione di quanto la Giunta non abbia a cuore la nomina del Garante dei detenuti, se non a fini politici” spiegano i 5 stelle. “E’ palese, infatti, che quando si parla di cariche che la Giunta puo’ autonomamente assegnare si parla di competenza (l’appartenenza e’ o potrebbe essere implicita) quando si parla, invece, di nomine che devono coinvolgere tutto il Consiglio il valore della ‘competenza’ assume un significato piu’ debole, almeno per questa maggioranza di Governo”. “E’ un fatto” conclude Pietro Smargiassi “che dopo le solite logiche di partito, volte solo a garantire il mantenimento di alcuni equilibri politici, e dopo mesi persi in inutili votazioni, buone solo a pesare la consistenza del Governo regionale, la Regione Abruzzo resta ancora una volta senza l’unica figura volta a garantire i diritti degli ultimi”.

Un consiglio che si chiude dunque ancora con un nulla di fatto ed il rinvio alla prossima seduta, quella del 19 aprile, dal duplice significato.

Da una parte, il consiglio straordinario convocato per discutere di Tua e dei trasporti in Regione; dall’altra la fine del commissariamento che avverrà proprio con la convocazione del 19 aprile di D’Alfonso e Paolucci.

Un’era sta per finire?