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Alle fronde dei salici – Resistenza e Poesia

In avvicinamento alla festa della Liberazione (25 aprile) IlCapoluogo vi propone spunti di riflessione e poesie selezionate dal poeta aquilano Valter Marcone.

di Valter Marcone

Resistenza e poesia
La Resistenza, la guerra di Liberazione, i partigiani in montagna, le battaglie, i massacri e le stragi naziste, hanno ispirato, negli anni, una grandiosa epopea lirica e dolorosa che ha coinvolto, come tutti sappiamo, la letteratura, il romanzo, la poesia, la pittura, il cinema, la scultura, la grafica, la musica colta e quella popolare delle canzoni e degli inni, l’incisione, la cartellonistica e il disegno. Quattro poesie per ricordare il prossimo 25 aprile la festa della Liberazione che celebra la fine del regime fascista, dell’occupazione nazista in Italia e della Seconda guerra mondiale, simbolicamente indicata al 25 aprile 1945. Festività civile della Repubblica italiana, la data del 25 aprile venne stabilita nel 1949: fu scelta convenzionalmente perché fu il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino, ma la guerra continuò anche dopo il 25 aprile 1945: la liberazione di Genova avvenne il 26 aprile, il 29 aprile venne liberata Piacenza e fu firmato l’atto ufficiale di resa dell’esercito tedesco in Italia. Alcuni reparti continuarono i combattimenti ancora per qualche giorno, fino all’inizio di maggio.

Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo “Giorno dopo giorno”, 1947