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Stefania Pezzopane: ‘Giovanardi ha usato parole indecenti’

“Orgogliosa di avere detto la verità. Parole indecenti quelle di Giovanardi.”. Risponde così la senatrice Pd Stefania Pezzopane al senatore Carlo Giovanardi che si è rivolto a IlCapoluogo.it per esprimere il suo disaccordo sull’intervento della collega in senato per ricordare il settimo anniversario del terremoto dell’Aquila. “Un intervento fuori luogo – ha dichiarato Carlo Giovanardi – un comizio inserito in un momento non adeguato”. (leggi : 6 aprile in Senato, ‘Stefania Pezzopane comizio indecoroso’)

Stefania Pezzopane pubblica il suo intervento integralmente.
INTERVENTO DI STEFANIA PEZZOPANE IN AULA 6/4/2016.

Signor Presidente, senatrici, senatori

Sette sono i vizi capitali,sette le virtù,sette sono state le piaghe della Bibbia e sette sono i colori dell’arcobaleno.Un’alternanza di gioie e di dolori sembra essere legato a questo numero.Sette sono ormai gli anni trascorsi da quella notte orrenda,che mai nessuno di noi riuscirà a dimenticare. Sono ancora molto vividi i ricordi e le emozioni.Il boato nella notte,la terra che trema,mia figlia che piange disperata e mi chiede “che succede?” Mentre oggetti e giocattoli le cadono addosso.La ricerca frenetica di notizie di parenti e amici. Poi la corsa verso Onna, da dove cominciavano a trapelare le prime notizie di morte e disperazione, con cui abbiamo imparato per giorni a fare i conti. Sembra assurdo. Sembrava impossibile ed invece è tutto vero, tutto accaduto. Sette anni sembrano un tempo sufficiente per dimenticare, per andare avanti. Ma in molti di noi quel ricordo e il ricordo delle 309 vite spezzate è ancora vivo.A tenerlo acceso contribuiscono sette anni di bugie, di mistificazioni, di speculazioni. Abbiamo dovuto fare i conti con le bugie del miracolo della ricostruzione del governo Berlusconi,con l’efficientismo di facciata di Bertolaso, con le risate delle 3.32 e le speculazioni legate alla ricostruzione, con le verità nascoste della Commissione Grandi Rischi. Abbiamo dovuto resistere alla deportazione in massa della gente sulla costa,mentre Berlusconi e Bertolaso profetizzavano di una città che non sarebbe andata oltre i 30mila residenti. Una profezia, per fortuna, che non si è avverata, perché gli aquilani sono rientrati e hanno lottato per la loro città. Abbiamo dovuto fare i conti con la sentenza della Commissione Grande Rischi, altro schiaffo alla memoria delle nostre vittime, ai loro familiari e ad una città ancora ferita, che viene sbeffeggiata dalle promesse di Bertolaso ai romani di compiere lo stesso miracolo dell’Aquila. Fa male sentire quelle promesse. Rinunci piuttosto alla prescrizione e consenta di verificare ogni responsabilità.Se siamo riusciti a sopravvivere a tutto questo,è grazie alla forza e alla tenacia che abbiamo saputo tirar fuori, per vedere la nostra città e i tanti comuni ricostruiti.Abbiamo lottato e i risultati si cominciano a vedere. In periferia la maggior parte degli aquilani è rientrata nelle abitazioni di sempre e il centro storico sta lentamente trovando una sua nuova “grande bellezza”. A ricostruzione ultimata avremo una delle città più belle d’Europa. Lo dobbiamo alla nostra gente, ai nostri giovani. A quelli che non ci sono più, che hanno perso la vita quel tragico 6 aprile e a chi c’è, perché è voluto tornare. Lo dobbiamo ai nostri figli, affinchè possano ereditare una città accogliente e sicura. Con questo spirito ho portato questa notte a L’Aquila, la fiaccola del dolore e della speranza. Abbiamo partecipato in tanti alla fiaccolata per ricordare le 309 vittime innocenti. Fino alle 3.32 a scandire i nomi: ogni nome, un rintocco della campana. C’è stato con noi anche il governo con il sottosegretario alla Presidenza De Vincenti, segno di vicinanza ed affetto. Ed il Prefetto Tronca e tanti volontari dell’emergenza. Non chiedeteci di dimenticare quella notte, non chiedeteci di non raccontarla. Quella notte, i giorni che l’hanno preceduta, tutto quanto accaduto in questi 7 anni, non è solo la nostra storia, ma un pezzo importante di storia d’Italia”. In molti di noi il ricordo delle 309 vittime innocenti è fortissimo. Nulla ci è stato risparmiato, sette anni di mistificazioni, di ciniche strumentalizzazioni. Abbiamo dovuto sopportare le bugie del governo Berlusconi, mentre continuano a cascare a pezzi le famose case del miracolo, l’efficientismo interessato di Bertolaso, coloro che ridevano alle 3.32, la condanna del solo De Bernardinis capro espiatorio di ben più ampie e diffuse responsabilità della Commissione Grandi Rischi e del vertice della Protezione Civile. Abbiamo resistito alla deportazione in massa della gente sulla costa e abbiamo dovuto protestare a Roma più volte, prendendoci le manganellate e dovendo reggere la diffidenza di tanta parte della politica che per anni ci ha bloccato la ricostruzione, non finanziando adeguatamente e non approvando le norme che chiedevamo. Nessun miracolo è arrivato, il solo miracolo compiuto lo abbiamo fatto noi terremotati. Se siamo riusciti a sopravvivere a tutto questo è grazie alla forza e alla tenacia che abbiamo saputo tirar fuori, per vedere la nostra città e i tanti comuni ricostruiti. E grazie ala generosità di migliaia di persone, associazioni, enti locali e chi ha preso a cuore la situazione. Abbiamo combattuto ogni giorno per andare avanti. Ora, a sette anni di distanza, la ricostruzione è decollata, grazie al cambio di rotta del governo Renzi. Decreto emergenza nel 2013 con un miliardo e 200 milioni per sbloccare i cantieri, 6 miliardi nella Stabilità 2015, nuove norme per la legalità e il 4% per le attività produttive pari a circa 300 milioni per il cratere. E poi l’avvio dell’iter per l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul terremoto e la ricostruzione per entrare anche negli aspetti più opachi della vicenda. Ho anche presentato un ddl per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sull’operato della Commissione Grandi rischi che mi auguro venga presto calendarizzato. L’Aquila oggi è in lutto cittadino ma crede nel futuro. In periferia la maggior parte degli aquilani è rientrata nelle abitazioni di sempre e il centro storico sta lentamente tornando allo splendore di un tempo. A ricostruzione ultimata avremo una delle città più belle d’Europa. E le oltre 100 gru del centro storico sono un segno di speranza nel giorno del lutto. Noi ricostruiremo L’Aquila,l’ho promesso a mia figlia. Ed ai figli non si mente mai. Ricostruire città e comunità,scoprire la verità,ottenere giustizia, questa è la nostra missione nazionale. Un abbraccio dal Senato a chi non c’è più ed alle loro addolorate famiglie.