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Di Pangrazio aumenta le tasse a Natale e fa l’elemosina a Pasqua

Si è tenuto il primo di aprile il Consiglio comunale ad Avezzano, e mai data è stata più significativa. Nei roboanti comunicati del Comune si esaltano gli “sgravi fiscali per chi dà in uso una casa al figlio o affitta un negozio”. La notizia è stata accolta con la solita indifferenza da una città intorpidita e quasi rassegnata dopo quattro anni di governo dei dipangrazios. E nessuno ha osservato che l’elemosina dell’Amministrazione, perché di elemosina si parla, è arrivata dopo la mazzata di Natale, quando i cittadini di Avezzano hanno trovato sotto l’albero il carbone del sindaco: un incremento delle imposte comunali fino al 150% che ha portato il gettito per il 2015 a quasi € 4.000.000, contro quello del 2014 di € 1.700.000. Un vero e proprio salasso per i cittadini.
In una situazione di drammatica crisi economica, anziché tagliare le numerose spese inutili del Comune, si è preferito politicamente mettere ‘le mani nelle tasche dei cittadini’. L’aggravante per il sindaco è che, dopo questo salasso, ora prende in giro i cittadini con il pesce d’Aprile dello “sconto fiscale” oltre che con la sequela di arcinote promesse rigorosamente non mantenute.

Se confrontiamo il bilancio consuntivo per l’anno 2011 (ultimo bilancio di Floris) con il bilancio ultimo dell’attuale Amministrazione, vediamo che la gran parte degli incrementi di spesa sono del tutto inutili, almeno per i cittadini, e potevano essere evitati: spese per affitti, per ipertrofici staff del sindaco, rimborsi ad Assessori che vengono da fuori città, acquisto di giornali e comunicazione a go-go, spese per l’isola pedonale che non c’è, altre spese inutili che si disperdono in mille rivoli, che soddisfano solo interessi particolari, senza un progetto, una strategia. Senza un’idea di sviluppo di una città che doveva essere leader della Marsica e che invece viene tenuta in considerazione dalla Regione solo come discarica di rifiuti pericolosi.

L’elemosina ora concessa con gli sconti fiscali non cambia il quadro di un’Amministrazione poco oculata e sciupona che avrebbe potuto evitare, per buona parte, gli aumenti delle imposte comunali soltanto gestendo il Comune e le sue società partecipate con un pizzico di buon senso.

Ma se il Consiglio comunale si beve tutto, i cittadini sono ormai disincantati e non credono più al sindaco. Di Pangrazio può pure continuare a giocare con i comunicati stampa, ma è il caso di ricordare che è stato eletto Sindaco nel 2012 con un enorme consenso, pari al 57% dei votanti. Ebbene, dopo quattro anni di governo, quel patrimonio di voti e di fiducia è stato ampiamente sciupato e soltanto il 31% degli elettori ritiene opportuna la sua ricandidatura (fonte: DIGIS). Una bocciatura senza se e senza ma. Dopo aver provato le capacità amministrative del Sindaco, due cittadini su tre esprimono delusione e ritengono opportuno che il “supertecnico” sgombri il campo. Pochi i fatti e troppe le tasse.

PS/già che siamo in tema di tasse, perché Di Pangrazio continua a non rispondere ad una semplice domanda: ad Avezzano la raccolta differenziata dei rifiuti è al top, ma le tariffe non scendono, così come prevede la legge. Sindaco perché le tariffe non scendono? Chi ci guadagna? Certamente, anche in questo caso, non i cittadini.

L.S.