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Vodafone taglia una commessa alla ECare, i lavoratori si mobilitano

di Angelo Liberatore

Stato di agitazione e scioperi a singhiozzo della durata di 15 minuti al call center ECare di L’Aquila: l’iniziativa è stata presa dalle rappresentanze sindacali aziendali dopo che, ad inizio mese, Vodafone ha deciso di ritirare una commessa riguardante i back office Teletu la quale, complessivamente, impegnava 62 persone.

“Al momento attuale – spiega Marilena Scimia, RSU Ecare – non parliamo di esuberi solo perché l’azienda ha assicurato di poter riuscire a portare altro lavoro sulle ulteriori due commesse che gestiamo, ossia Poste ed Acea, e, di conseguenza, spostarvi queste unità di personale. In questo senso – dice ancora Scimia – dall’11 aprile partiranno i corsi di formazione”.

La sicurezza di questa riconversione, però, non è assicurata e, in più, ci sono altri 80 lavoratori ECare che stanno vivendo giorni carichi di incertezza.

“Si tratta – dichiara la rappresentante sindacale – di coloro i quali, ad oggi, si occupano di portare avanti un’ulteriore commessa inbound riferibile a Vodafone/Teletu; se, come già accaduto per i back office, l’operatore telefonico dovesse decidere di toglierla, in quel caso ci troveremmo a dover gestire degli esuberi certi”.

La decisione di Vodafone, per certi versi, è arrivata come un fulmine a ciel sereno, dato che si è andata a porre in netta controtendenza rispetto ad una strategia aziendale la quale, delineata nell’immediato post terremoto, voleva invece tendere a fare di L’Aquila un polo di eccellenza.

“Per capire le effettive prospettive del nostro sito lavorativo – argomenta Scimia – abbiamo chiesto un incontro alla Regione, ad ECare ed alla stessa Vodafone; se quest’ultima dovesse rimanere sorda al nostro appello o, comunque, non dovessero uscire risposte convincenti da un eventuale confronto, noi – conclude la rappresentante sindacale – siamo disposti anche a fare scioperi di otto ore od a portare la nostra protesta a Milano, fuori dalla sede centrale di Vodafone Italia”.