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Il Grande Cuore dell’Aquila su Rai Tre

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Mercoledì 6 aprile, alle 18, la trasmissione  Geo – RAI TRE condotta da Sveva Sagramola ricorderà gli eventi drammatici del terremoto  del 6 aprile di 7 anni fa. Per l’occasione sarà messo in onda

il film documentario “ Il Grande Cuore dell’Aquila” di Ginetto Campanini  che racconta L’Aquila bella, quella che fa innamorare di sé.

Una strada ci porta nel cuore della città dove si ricostruisce e si edifica.

Le dimore storiche riacquistano un fascino inaspettato.

Siamo sorpresi dalla solidarietà. La voglia di partecipare è il lievito del fermento che anima la città. C’è una ricerca, un desiderio di nuovo e di rinascita che supera il dramma.

Ritorna il piacere di incontrarsi e di rivalutare le proprie tradizioni.

Cresce la fiducia in se stessi che diventa con il lavoro fiducia nel futuro e nella città.

Il grande cuore dell’aquila ritorna a pulsare.

SINOSSI “Il Grande Cuore dell’Aquila”  dur. 31min.

E’ il film della rinascita dell’Aquila,

I commercianti e gli artigiani riaprono negozi in centro, i bei  monumenti e le basiliche tornano ad essere accessibili e più belli di prima; la vita  riprende a battere il ritmo della tradizione e si riappacifica  con le antiche abitudini.

Un fermento nuovo però diffonde nell’aria una sana inquietudine che porta a una ricerca creativa, a una cittadinanza attiva che ha voglia di partecipare alle decisioni e crea nuovi spazi di democrazia.

SOGGETTO “ Il Grande Cuore dell’Aquila” dur. 31min.

L’Aquila bella, quella che fa innamorare di sé apre in documentario; siamo sul colle di Collemaggio e il rosone della Cattedrale è il simbolo della città.

Una strada ci porta in centro dove i primi commercianti, coraggiosi pionieri, riaprono i loro negozi.

Cresce la fiducia in se stessi che con il lavoro diventa fiducia nel futuro.

Sono segni di vitalità.

Si ricostruisce e si edifica, l’Aquila è il più grande cantiere d’Europa.

Le dimore storiche riacquistano un fascino inaspettato e nelle ristrutturazioni si riscoprono affreschi, soffitti a volta, stucchi ricoperti da interventi stratificati nel tempo.

Sono segni di rinascita.

Siamo sorpresi dalla solidarietà, dalle tende dell’emergenza alle strutture attuali le associazioni di volontari hanno continuato a lavorare per alleviare la solitudini e ricucire il tessuto urbano.

“Ma l’amor mio non muore”.  Il fuoco sacro giovanile  reinventa  spazi in cui esprimersi:

c’è una ricerca creativa, un desiderio di nuovo nell’arte che supera il dramma.

Nascono nuove forme di democrazia partecipata, come“ l’Urban Center”, una specie di Agorà urbana, dove il mondo delle associazioni porta il proprio contributo alla gestione della città.

Sono segni di partecipazione.

Ogni anno il 21 gennaio arriva Sant’ Agnese ed esplode la “Festa della Malalingua”:

Con la feroce e arguta parlata dialettale, i fatti cittadini sono passati al microscopio dell’ironia e della satira.

Tremate potenti della città !

La merlettaia che lavora all’antico pizzo del tombolo centinaia di fili in un unico disegno,  è la perfetta metafora del buon governo. Il tombolo è stato ed è di grande aiuto per le donne: come in una meditazione attiva lenisce i guai.

Insieme, intrecciano fili e affetto.

La domenica è dedicata allo sport che unisce grandi e piccini.

L’Aquila è la città del rugby.

Ritorna il piacere di incontrarsi e di rivalutare le proprie tradizioni.

Le piazze, le chiese tornano a essere i luoghi dei ricordi da tenere appesi alle pareti di casa.

La città che gli aquilani hanno nel cuore la riscoprono più bella e sentono  quel profondo senso di identità.

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