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Liris: su bollette Case e Map il Comune è fuorilegge

Dal 1 aprile 2016 il Comune dell’Aquila non applica la legge dello Stato che impone il pagamento delle utenze di CASE e Map in rapporto ai consumi reali e non più ai metri quadrati: lo denuncia Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale.

“L’amministrazione cittadina ha per troppo tempo messo gli uni contro gli altri i cittadini aquilani, i domiciliati di CASE contro i cittadini rientrati nelle proprie abitazioni, gli abbienti contro i non abbienti, i cittadini dei Map contro quelli delle CASE. Oggi il re è nudo: una legge dello Stato fissa il termine del 31 marzo quale data ultima per il pagamento delle utenze in rapporto ai metri quadrati del proprio domicilio, dal 1 aprile le utenze devono essere pagate in rapporto ai consumi reali (comma 8 quinquies dall’art. 11, comma 11-ter, legge n. 125 del 2015).
Il gruppo politico che rappresento ha lottato da anni per arrivare a questo risultato, contro la determinata volontà dell’amministrazione cittadina di lasciare i pagamenti per metro quadrato; oggi, purtroppo, la verità si è manifestata nella sua massima crudezza: il Comune non è stato in grado di dotarsi di un sistema di monitoraggio dei consumi, ha vessato i cittadini domiciliati in CASE e Map, e ha tentato di mascherare la mancanza totale di capacità amministrativa con la “storiella dei morosi”. Ho sempre preteso a nome di tanti cittadini onesti che venisse chiesto il pagamento dei consumi reali, veri, in rapporto ai servizi ricevuti; il Comune dell’Aquila ha avuto tempo e modo di verificare la presenza e la funzionalità dei contatori presso le abitazioni post emergenziali. Se ciò non è stato fatto è soltanto per mancanza di volontà politica e per incapacità amministrativa. Invito i cittadini domiciliati in Case e Map a fotografare i propri contabilizzatori delle utenze, magari anche in presenza di un pubblico ufficiale. Quando ci sarà da pagare dovrà essere fatto nel rispetto della legge, e cioè in rapporto a quanto realmente consumato: probabilmente ci saranno altre scuse, altre giustificazioni, ma gli aquilani hanno da tempo perso l’anello al naso!” conclude Liris.