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Abruzzo, boom di anziani e violenze sulle donne: la Regione corre ai ripari

di Eleonora Falci

Una donna su tre, in Abruzzo, ha subito violenza. Nel 2014 le donne violate, picchiate, umiliate sono state l’8 per cento del totale: un dato agghiacciante, soprattutto se si considera che è il doppio rispetto al dato nazionale. E’ questa una delle tante emergenze sociali che il nuovo Piano sociale regionale 2016-2018 ha intenzione di affrontare: e lo fa attraverso la collaborazione e la concertazione degli interventi con chi, il territorio, lo conosce da tempo.

Associazioni, comunità montane, enti, semplici cittadini a partire da ottobre 2014 hanno inviato all’Assessore regionale alle Politiche Sociali Marinella Sclocco le loro proposte: ne sono arrivate oltre 100. Da qui, un iter di tavoli e di condivisioni, fino ad arrivare ad oggi.

“Quella di condividere le scelte strategiche di questo piano è stata una mia decisione” esordisce l’Assessore Sclocco, intervistata da Il Capoluogo “La situazione, quando sono diventata Assessore, non era delle migliori. Ho ereditato una situazione complicata, sia per il fatto che non sono state applicate e riformate delle leggi importanti nel settore, sia perché la Regione non ha trasferito, per mancanza di liquidità, fondi ai Comuni per il Sociale. Di fatto, i Comuni hanno giustamente continuato a programmare e ad anticipare, sperando nel trasferimento tanto atteso dalla Regione che però, per molti milioni di euro, non è arrivato. Eravamo arrivati a 23 milioni di mancati trasferimenti: una situazione risolta in parte, con il trasferimento di 11 milioni. Il sistema non è stato rinnovato, e supportato dalla Regione: certo, la rete sul territorio ha retto, ma solo per merito delle persone che hanno a cuore il sociale” ammette.

Ma l’entusiasmo per questo Piano è palpabile:”E’ un Piano sociale rivoluzionario soprattutto per l’aspetto partecipativo: sono previsti quattro incontri sul territorio (a Chieti lunedi’ 4 aprile, all’Aquila martedi’ 5, a Teramo mercoledi’ 6 in mattinata e a Pescara sempre mercoledi’ nel pomeriggio) per continuare a raccogliere i contributi di chi vorrà partecipare al nostro percorso. Ma anche per le idee contenute in questo piano: stiamo lavorando per far coincidere gli Ambiti sociali con i Distretti sanitari per approdare ad una integrazione che in Abruzzo arriverà a maturazione dopo ben 17 anni”.

L’elaborazione di questo piano sociale viene dopo una fotografia, dettagliatissima, scattata alla popolazione abruzzese. E’ da qui che arriva il dato, per lo più inaspettato, della violenza sulle donne: “Io mi occupo anche di centri antiviolenza. Questo dato dimostra che la violenza sulle donne è ben più presente di quanto non si pensi. In superficie è quasi una cosa di cui avere vergogna, per una donna: si tende a non denunciarla, a non far sapere. Ma la violenza perpetrata ai danni delle donne, soprattutto nella nostra regione, è ahimè estremamente diffusa.” dice l’assessore Sclocco. “Ma la percezione che abbiamo è differente rispetto alla realtà. Prendiamo ad esempio il dato riguardante gli stranieri in regione: ammontano al 6%. Dalle cronache, dalla percezione quotidiana si potrebbe dire che sono molti di più, ad esempio”.

Un tasto dolente della nostra regione è la crescita esponenziale della popolazione anziana: in venti anni crescerà del 40%, mentre il numero dei minori diminuirà del 5%. Una regione, di fatto, composta da anziani e che dunque dovrà vedere investimenti e buone basi per il futuro proprio nei confronti degli anziani e dei disabili.

piano sociale regione
piano sociale regione

IL 12% degli abruzzesi vive in povertà: il 25% del resto della popolazione è a rischio povertà e di questo ne pagano le spese i bambini: negli ultimi 15 anni il numero di bimbi in stato di grave deprivazione materiale è triplicato. 10 milioni e 800mila euro i fondi che la Regione investirà sul Sociale con questo piano. “Con questi fondi si attueranno interventi per ritardare l’insorgenza della non autosufficienza, diminuire il numero delle violenze, ridurre il numero di famiglie in situazione di poverta’ e di persone con grave deprivazione: sono questi alcuni degli obiettivi primari” conclude l’Assessore.

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Un Piano dunque ambizioso ma che fa della rete e del supporto dei Comuni e delle associazioni un punto cardine per la propria riuscita.