IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

L’Aquila, domani manifestazione per giustizia vittime terremoto

Si terrà domani la manifestazione “Tuti convocati. Per una giustizia italiana che non dimentichi la strage dell’Aquila del 6 aprile 2009”. Ad organizzarla sono stati Vincenzo Vittorini, Massimo Cinque, Maurizio Cora e Pier Paolo Visione, parenti di alcune delle 309 vittime provocate dal devastante terremoto. L’appuntamento è alle ore 17:00 nel piazzale davanti l’auditorum del Parco a L’Aquila. La data coincide con quella in cui, 7 anni fa, ci fu una telefonata tra l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l’ex assessore regionale Daniela Stati (sua omologa) nella quale si parlava di “operazione mediatica” rispetto alla Commissione Grandi Rischi (Cgr) che si sarebbe riunita in città il giorno dopo.

Lo scopo della Protezione civile sarebbe stato quello di rassicurare la popolazione che non c’era il pericolo di una forte scossa dopo che gli aquilani erano alle prese dal dicembre 2008 con uno sciame sismico. Dopo la condanna in primo grado (22 ottobre 2012) dei 7 componenti la Cgr in carica all’epoca – sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose – 6 dei 7 imputati sono stati poi assolti sia in Appello (14 novembre 2014), sia in Cassazione (20 novembre 2015). L’unica condanna a due anni di reclusione è stata inflitta a Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento della Protezione civile. Fu lui, il 31 marzo 2009, dopo la riunione della Cgr, ad affermare in una intervista tv che “non c’era pericolo”. In un filone parallelo denominato “Grandi rischi bis”, e’ imputato Guido Bertolaso, oggi candidato sindaco di Forza Italia a Roma. La prima udienza in Tribunale (tenutasi lo scorso 4 marzo) e’ stata rinviata al prossimo 21 giugno. “Quella di domani – hanno affermato gli organizzatori – è una manifestazione per stare insieme con dignita’, portando il simbolo di una rosa, affinché l’indifferenza, la prepotenza ed il silenzio di alcuni non macchino oltre misura la storia della città dell’Aquila e violentino i valori di civiltà e giustizia che sentiamo nostri fino a prova contraria”.

Anche Appello per L’Aquila aderisce alla manifestazione organizzata dai parenti delle vittime per chiedere verità e giustizia su quanto accaduto nei giorni precedenti al sisma. In questi anni e in questi giorni – scrive il movimento in una nota – in tanti hanno cercato di distorcere i fatti negando le evidenti responsabilità giudiziarie e politiche di chi organizzò e partecipò “all’operazione mediatica” della Commissione grandi rischi. Fa male alla nostra democrazia vedere che il maggior responsabile possa ancora oggi ambire a cariche pubbliche. In quei giorni lo Stato ha fallito e bisogna battersi affinché a nessuno sia permesso il revisionismo storico di quanto accaduto prima e dopo del terremoto. Non per desiderio di vendetta – sottolinea Appello per L’Aquila – ma perché quanto accaduto non possa mai più ripetersi”.

Alla manifestazione aderisce anche il comitato 3e32 / CaseMatte. “Chiedere verità e giustizia – scrive l’associazione in una nota – significa respingere con forza la narrazione tossica che vuole riscrivere la storia: nei giorni precedenti al terremoto del 6 aprile 2009 una operazione mediatica pensata e guidata da Guido Bertolaso produsse una riunione farsa di una commissione di scienziati pronti a eseguire ciecamente ciò che il potere gli chiedeva: tranquillizzare la popolazione. Nessuna sentenza di nessun tribunale riscriverà la storia, gli aquilani e le aquilane sanno cosa fu la Commissione Grandi Rischi, quale ruolo ebbe e soprattutto quali effetti generò. Come probabilmente accadrà – afferma il comitato aquilano nato poco dopo il sisma – anche Guido Bertolaso la farà franca dal punto di vista giudiziario, cosa che ci interessa relativamente. Noi sappiamo quali sono i mandanti, e non basta un’assoluzione, una prescrizione o uno squallido riciclo nella politica romana per depistare dalla voglia di verità e giustizia. Vi hanno già condannato la storia e gli aquilani”, conclude la nota di 3e32 / CaseMatte.