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PD e Di Pangrazio, si continua nella politica vuota degli annunci

A pochi mesi dalle elezioni comunali, il sindaco dovrebbe comunicare ai cittadini i risultati raggiunti in confronto a quel “Programma di mandato 2012-2017” che gli elettori apprezzarono esprimendo la loro preferenza nella cabina elettorale. Ed invece si continua a mistificare, a mescolare le carte, ad annunciare progetti faraonici dalle gambe d’argilla. Così è sul restyling del centro storico, così è sull’isola pedonale, sulla smart city ed ora, da ultimo, sulla questione qualificante della sede dell’Università di Teramo. Tutti ricordano i reiterati, e disattesi, annunci del sindaco sulla creazione di un campus Universitario negli spazi ex Arssa per ridare vita ad un luogo straordinario come il Parco dell’ex ente Fucino. La verità vera, dopo quattro anni di chiacchiere, è che la Facoltà di Giurisprudenza deve abbandonare pure la funzionale sede attuale (Via Pertini) per essere ospitata in una situazione di assoluta emergenza nelle poche aule disponibili del Liceo Torlonia, con grave carenza di spazi, infrastrutture e servizi, come già osservato con preoccupazione dagli studenti.

Ed ecco allora l’ennesima promessa, fatta apposta per far dimenticare la situazione di disagio attuale e creare una fumosa speranza per il futuro. La promessa questa volta la fa il segretario del PD di Avezzano, tale Ceglie, che si sostituisce incredibilmente all’Amministrazione comunale e propone formalmente al Presidente della Regione di destinare all’Università gli ex granai di Palazzo Torlonia.
Solito annuncio, solito gran clamore acritico di stampa.

Abbiamo preso qualche informazione e riteniamo che l’improvvida uscita mediatica del PD locale si presti a varie considerazioni. I cittadini di Avezzano vorrebbero  sapere dal sindaco se il tale Ceglie è un nuovo assessore in pectore della sua indefinibile amministrazione, dato che c’è già un assessore all’Università (Fabrizio Amatilli) che coordina da mesi un tavolo di lavoro sulla annosa questione della sede di Giurisprudenza. Se Ceglie ha agito di comune accordo con Di Pangrazio, e non può essere altrimenti, si tratta dell’ennesimo schiaffo del sindaco alla sua squadra, cosa alla quale i suoi sono evidentemente abituati, e non a caso al Comune si assiste ad una straordinaria moria di assessori, ben 14 in quattro anni.  A che titolo il tale Ceglie è andato a chiedere i Granai alla Regione? E con quale autorità? Uno schiaffone pure al Consiglio comunale, anche su tale importante questione completamente scavalcato ed umiliato dalla coppia di fatto Di Pangrazio/Ceglie.

La verità è, e qui sta la grossolana mistificazione, che già da tempo,  dopo approfondita analisi istruttoria come confermano al Comune, ha escluso che l’Università possa essere ospitata nei Granai. Si tratta di una soluzione troppo costosa. Inoltre i locali non sono idonei allo scopo, sono vincolati dalla Sovrintendenza, e con la loro altezza fuori misura sono utili per realizzare archivi e biblioteche, e non aule universitarie. In effetti, ricordiamo che i Granai sono stati già promessi all’Archivio di Stato, come già pubblicato  nei mesi scorsi sui network locali.

Ancora una volta il sindaco ha deciso di non decidere. E’ un classico, le elezioni si avvicinano e non vuole scontentare nessuno. Non decide nulla, tiene tutto per aria, nella confusione più totale, sperando di cavarsela con comunicati stampa a getto continuo che cantano le lodi dell’amministrazione. Il nuovo cantore delle gesta del sindaco è ora il tale Ceglie, domani sarà un altro.  Ma i cittadini di Avezzano hanno capito. Il sindaco ha promesso tanto e fatto poco. E la sua popolarità è ormai al lumicino, chiedete in giro per Avezzano.

Di L.S.